Gruppo Missionario parrocchiale

 

LA CAROVANA MISSIONARIA DELLA PACE 2008

“Libera la Parola”

… in occasione del mese missionario passerà da Firenze. Si tratta di giovani, di testimoni, di comunità che non si rassegnano a vivere nel loro piccolo mondo ma girano l'Italia annunciando la parola liberante del Vangelo e della solidarietà, dando voce a chi non ha diritto di parola...

Sono state pensate alcune iniziative a cui il gruppo missionario invita ad aderire:

 

Giovedì 2 ottobre ore 21 al Teatro Stensen, serata di sensibilizzazione attorno alla realtà dell'immigrazione:

"Vinci la paura accogliendo l'altro".

 

Venerdì 3 ottobre ore 20.30 Marcia di solidarietà da Piazza della Repubblica alla Basilica di S. Lorenzo

con testimonianze e appelli di immigrati e carovanieri.

 

Ci ritroveremo sempre alle ore 20 nel parcheggio della Chiesa.

Vi invitiamo a non perdere queste occasioni per provare ad allargare un po' i nostri limitati orizzonti.

 

 

Gruppo Missionario      Maggio 2008

 “MICROCREDITO E BANCA ETICA”

 

Domenica scorsa, presso la nostra Parrocchia, si è tenuta la seconda “domenica a tema” organizzata dal gruppo missionario sui temi del Microcredito e della Banca Etica. Questo incontro fa seguito a quello del mese di febbraio dove si è affrontato il tema del Turismo responsabile.

Sono incontri che vogliono far crescere la consapevolezza dei meccanismi che si muovono dietro le scelte anche quotidiane delle nostre famiglie: scegliere un modo o un altro di fare vacanza, impiegare e investire in un modo o in un altro i nostri soldi, acquistare un prodotto piuttosto che un altro sono gesti che alimentano dinamiche che possono renderci costruttori di un mondo più umano o renderci complici di meccanismi perversi che rovinano intere popolazioni nel mondo. So che state già sorridendo, ma che ne pensate del fatto che la banca in cui avete depositato i vostri soldi possa finanziare con essi la corsa agli armamenti? O che il vostro andare in vacanza rischi di acuire la situazione di sfruttamento  di molte persone bisognose?

In questa logica si è parlato del microcredito, realtà presente anche a Firenze, che agevola un uso responsabile dei soldi a beneficio della crescita delle collettività e soprattutto di quella parte di persone che sono in difficoltà (il fondatore di questa scelta economica e sociale, Yunus, è stato insignito del Premio Nobel per la pace nel 2006). Si creano insomma dei microprogetti su cui investire piccole somme di denaro che verranno restituite e che intanto permettono a chi è nel bisogno di poter avere un’opportunità di riscatto (realtà ben più responsabile della pur importante elemosina).

E poi la Banca Etica, una realtà che ha preso vita in questi ultimi anni (conta ormai più di 24000 soci in Italia con 12 sportelli a livello nazionale), e che fa della trasparenza e dell’appoggio a progetti di solidarietà e sviluppo i suoi cavalli di battaglia.

Maggiori informazioni e volantini illustrativi li trovate presso gli incaricati del gruppo missionario; queste sono realtà che non riguardano gli addetti ai lavori, perché quando si parla di solidarietà e di condivisione (ancor di più se fatte con intelligenza e con criterio) gli addetti ai lavori siamo tutti noi, come uomini e donne, e come cristiani.

 

Gruppo Missionario     Novembre 2007

 “SALVARE L’AFRICA CON L’AFRICA”

(Daniele  Comboni, 1864)

 

M

ercoledì 21 novembre abbiamo avuto il piacere di incontrare in semplicità e “ricchezza” suor Silvana Gallerini, missionaria comboniana, alla quale la nostra comunità è legata da affetto, da pezzetti di strada che si incrociano, dall’ ascolto delle sue nutrienti parole quando per brevi periodi ritorna a casa!

Non eravamo pochi…potevamo essere molti di più!

È stato un incontro forte, partecipato, pieno di domande e risposte, carico di provocazioni per noi “benestanti” che ascoltavamo i suoi racconti e le sue parole!

Suor Silvana è da 33 anni in Centro Africa, a breve ripartirà per una nuova esperienza nella foresta dove vive la popolazione dei pigmei e dove, da 7 anni, 3 sue consorelle vivono con loro. I pigmei sono un popolo primitivo e nomade, senza diritti e senza una cittadinanza riconosciuta dallo stato del Centro Africa. Hanno cultura e stili di vita completamente diversi dai nostri, tradizioni e credenze difficili da comprendere per noi, ma vivono una forte spiritualità, credono profondamente in un Dio creatore del mondo e nella volontà del Signore che regola la vita… e da qui le sorelle comboniane partono per incontrarli, costruire con difficoltà relazioni di fiducia, portare il loro aiuto a questo popolo senza diritti e sfruttati, aiutarli a riconoscer loro dignità di persone, di “figli di Dio”!

“L’Africa è sempre più povera” ha detto suor Silvana e alla nostra domanda del perché, secondo lei, si perpetua questo stallo, ha indicato in due sistemi politici (ma fatti di persone in carne ed ossa!) le responsabilità maggiori: 1) i governi corrotti degli stati africani che alimentano guerre tra le tribù per mantenere il potere senza cercare il bene del popolo e 2) il mondo occidentale e ricco, noi cioè che abbiamo tutto l’interesse a mantenere l’Africa non autonoma per continuare liberamente a sfruttare le ricchezze (legname, oro, diamanti ecc.).

Cosa possiamo fare,cosa speri per la tua Africa?”

“Pregate per l’Africa e per le vocazioni missionarie! E non perpetuate il moltiplicarsi dei vostri bisogni, indotti dal vostro stile di vita e dalla vostra economia!

Ogni cristiano ha il dovere di vivere i voti … di castità, obbedienza e povertà”.

Grazie Suor Silvana per le tue semplici, forti, appassionate e decise parole!

Grazie per i tuoi racconti carichi di passione, amore e vita spesa per l’Africa… e continua a provocarci con le tue parole e a scomodarci dalle nostre posizioni privilegiate e a spingerci a cambiare la nostra vita quotidiana!

Il gruppo missionario

 

 

Gruppo Missionario     Ottobre 2007

Il tema scelto per la Giornata è molto bello e significativo: “Tutte le Chiese per tutto il mondo”. Ci ricorda e mira a rinnovare l’impegno di sempre per la Chiesa, quello di annunciare il Vangelo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” con la certezza che questo impegno affidato alla Chiesa intera gode della presenza e della guida permanente del suo Fondatore: “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,19-20).

Il tema della Giornata e il messaggio col quale il Papa lo ha presentato all’intero popolo di Dio, oltre a ribadire il compito essenziale e irrinunciabile che alla Chiesa è stato affidato, mira a sottolineare una prospettiva o una dimensione molto importante per la Missione, e cioè la cooperazione tra le Chiese. Era stata già l’enciclica di Pio XII “Fidei donum” di cui proprio quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario a sottolineare questa dimensione, che cioè le Chiese disseminate in tutto il mondo, oltre che a svolgere con diligenza e fedeltà il compito di annunciare il Vangelo al loro interno, si facessero carico o, più propriamente, avessero a sentire la chiamata a vivere la missione in spirito e ambito universale, pur essendo già tante e forti le necessità in loco. Se la Chiesa è “missionaria per natura” come scrive Giovanni Paolo II nell’Enciclica “Redemptoris missio”, se cioè la missione costituisce il suo cuore, la sua ragione d’essere, la sua vita, ne deriva che “tutte le chiese e ciascuna chiesa” è inviata a tutte le genti, anche quando possono trovarsi in difficoltà per la scarsità o i limiti del clero e dei laici.

Se questo impegno può sembrare talora oneroso perché può comportare la rinuncia all’espletamento di quei servizi e di quelle esigenze pastorali a cui sacerdoti e laici potrebbero rispondere qualora rimanessero nel loro territorio, non si può non ritenere in definitiva che detta rinuncia si risolva in un arricchimento umano, culturale, apostolico delle stesse chiese particolari e che questo provvidenziale “scambio di beni” “ridondi a beneficio dell’intero Corpo mistico di Cristo”.

La nostra stessa Chiesa di Firenze, pur non essendo in condizioni ottimali per quanto riguarda la disponibilità di risorse pastorali (sia laiche che sacerdotali o religiose), già per il passato con l’invio di missionari da parte del Cardinale Piovanelli ed ora di altri da parte del Cardinale Antonelli (nella Veglia Diocesana di venerdì prossimo saluteremo i partenti: don Luca Niccheri e A. Maria Boscaini) attesta che su questa linea pienamente “evangelica” si è collocata ed intende proseguire.

Ma, lo ribadisce ancora una volta il Papa: «per ogni chiesa e per ogni cristiano il primo e prioritario contributo, che siamo chiamati ad offrire all’azione missionaria della Chiesa è la preghiera. “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi gli operai nella sua messe” (Lc 10,2)». “In primo luogo – scriveva cinquant’anni or sono il Papa Pio XII – pregate dunque, pregate di più. Ricordatevi degli immensi bisogni spirituali di tanti popoli ancora così lontani dalla vera fede oppure così privi di soccorsi per perseverarvi…”

 

Gruppo Missionario

 

Ufficio Missionario della Diocesi di Firenze

Giorni di apertura

Orario

Da Lunedì a Venerdì

9.30 - 12.30

 

Addetti:

Direttore:

padre Stefano Messina o.m.i.

Vice Direttore:

Maria Chiara Pallanti

 

Recapiti

Direttore:

Telefono: 055 2710731

Segreteria:

Telefono: 055 2710730

e-mail:

missioni@diocesifirenze.it

 

INIZIATIVE E MATERIALE VARIO

 

31-12-2005    01-01-2006: ULTIMO DELL’ANNO ALTERNATIVO

A

bbiamo organizzato un ultimo dell’anno alternativo nella nostra Parrocchia, in collaborazione con il Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) presente nel quartiere. Hanno aderito 100 persone di un po’ tutte le età, per trascorrere la fine e l’inizio dell’anno all’insegna dei diritti umani. Abbiamo cenato in maniera dignitosa senza esagerazioni e sprechi, recuperando alimenti e ingredienti seguendo criteri di equità, solidarietà e genuinità; dopo cena ci siamo divisi tra ragazzi e adulti, per lavorare in un clima da “ultimo dell’anno”  sul tema dei diritti umani. Tra cartelloni, riflessioni e scenette, c’è stato da riflettere e divertirsi. La partecipazione è stata massiccia e sorprendente. Riportiamo solo un paio di “prodotti” della serata, segno della simpatia e della qualità di quello che si è combinato…

 

Ø        Ballo rap delle donne sui diritti
(servono cartelli e coperchi di pentole… immaginatevi la scena…)

(per capire alcuni passaggi, Ubbiali è il cognome di don Giacomo, Usubelli quello di don Mario e don Arturo)

 

Come questa festa non ce né uguali,

siam venuti tutti insieme da don Ubbiali

per parlare dei Diritti Universali

perché tutti nascon liberi e uguali

 

NOI TUTTI UGUALI DA DON UBBIALI

TUTTI FRATELLI DAI DON USUBELLI

 

Qui non sarà fatta nessuna distinzione

per razza o sesso, lingua o religione

 

TUTTI FRATELLI DAI DON USUBELLI

NOI TUTTI UGUALI DA DON UBBIALI

 

…per parlare dei Diritti Universali!!

 

Ogni individuo ha diritto alla vita,

perciò ogni schiavitù sarà abolita

e la tortura sarà proibita

 

LA SCHIAVITU SARA’ ABOLITA! (2 V)

 

NOI TUTTI UGUALI DA DON UBBIALI

TUTTI FRATELLI DAI DON USUBELLI

 

La famiglia è nucleo naturale

dev’essere protetta: è fondamentale!

E’ con quest’augurio che vi salutiamo

tutti quanti insieme stringiamoci la mano

 

LIBERI E UGUALI DA DON UBBIALI

VERI FRATELLI DAI DON USUBELLI

 

 

 

Ø        Filastrocca composta dagli uomini sui diritti umani (Il diritto, la giustizia e la libertà)

 

Per giocare a girotondo

non importa esser biondo,

chi di soldi ne ha di più

 o se hai la pelle blu:

 

basta avere un bel giardino

e un amico a te vicino

che alla mano tua si serra

e poi “tutti giù per terra!”.

 

Per star bene insieme tutti,

che sian furbi, alti o brutti

basta veramente poco:

“far le REGOLE del gioco”!

 

Perché il girotondo regge

se, per tutti, c’è una LEGGE

che non faccia litigare

e li faccia divertire.

 

E la prima d’importanza

è cercar la FRATELLANZA:

tra fratelli, questo è certo,

non importa chi è nel torto

 

ché alla fine siamo uguali

nel divider beni e mali

(è la regola, di amare,

nella vita familiare).

 

Il secondo punto è

NESSUN VALE PIU’ DI TE

Ma per quanto tu puoi fare

A NESSUN SEI SUPERIORE.

 

Questo fatto viene detto

“AVER TUTTI EGUAL DIRITTO”

perché tutti son contenti

a star senza i prepotenti

 

(e se poi c’è un cattivane

lo chiudiam nella PRIGIONE!)

E non serve essere eroi

per punire chi fa i guai:

 

per punir chi fa del male

già esiste il TRIBUNALE

che spedisce giù in prigione

sol chi cerca una lezione,

 

perché non è cosa bella

che a finire in una CELLA

sia alla fine della gente

che però era INNOCENTE

 

Tante leggi e paroloni

per far tutti un po’ più buoni,

e punir severamente

i cattivi e i “malamente”:

 

ma la regola perfetta

è Gesù che ce l’ha detta:

AMA TUTTI, IL FURBO E IL FESSO,

COME FOSSERO TE STESSO!

 

 

Una gran bella serata, nella speranza che i diritti umani quest’anno possano essere impegno comune per ognuno di noi! BUON 2006 a tutti, specialmente a chi prova sulla sua pelle la violazione dei diritti umani.

 

(se volete contattarci, cliccate sulla scritta qui sotto)

Il Gruppo Missionario