Messaggio di Natale 2000

Buon Natale 2000


Il Natale di quest'anno si colloca in prossimità della conclusione dell'Anno Santo o Giubilare, che terminerà con la festa dell'Epifania -sabato 6 gennaio 2001-. Potrebbe essere l'occasione più opportuna - prima che scada - per interrogarci se veramente Cristo è stato il protagonista e il "festeggiato", se Lui ha occupato il ruolo centrale dell'anno, e se insieme abbia occupato il ruolo centrale della nostra anima cioè se questo ruolo si sia irradiato anche nella nostra vita. Il Natale di quest'anno, che continua ad essere il "compleanno" della sua venuta, potrebbe offrire per davvero l'occasione provvidenziale e irrepetibile per scoprire o recuperare il senso del Suo ingresso nel mondo e della Sua permanenza in mezzo a noi.

Questa scoperta e questo recupero coincidono con la rinnovata capacità di stupirci, mentre essi non sono possibili se al posto dello stupore subentra l'abitudine.

Perché la fede nasce e si sviluppa soltanto se si nutre di meraviglia, quella stessa che sperimenta una madre contemplando per la prima volta il suo bambino: quanta sorpresa, quanta ammirazione, quanta gioia, quanto amore!

Cosa deve aver provato Maria prendendo in braccio il suo Figlio neonato da lei, cosa ha provato Giuseppe, cosa han provato i pastori! L'evangelista Luca li descrive tutti pieni di stupore che vanno a raccontare quello che hanno visto, quello che hanno provato. Non ci si può abituare al Natale di Gesù!

Chi poi si professa cristiano sa che quel Bambino è la risposta a tutti i suoi "perché", a tutti i suoi problemi, paure, speranze. Se lo conoscesse bene… Ma allora bisogna contemplarlo, ammirarlo, conoscerlo per davvero, e convincersi a… crescere con Lui.

È quello che vogliamo augurarvi noi,

Suoi e…                             vostri sacerdoti

 

IL NOSTRO CAMMINO

Credo e spero che sia utile rendere edotta la comunità cristiana e, tramite essa, l'intero Quartiere, alle cui famiglie viene distribuito questo "Messaggio", del cammino che si sta svolgendo a livello parrocchiale e sul quale si intende proseguire anche con più slancio e fervore, considerando che la grazia del Giubileo disseminata, attraverso tanti rivoli, nelle coscienze di tante persone, sollecita risposte e chiede continuità.

Anche se le "cose" già si fanno -forse se ne potrebbero fare di più, forse invece di meno- è bene interrogarci sulla direzione del cammino, sul senso del nostro impegno e delle attività in cui si concretizza. Non è inutile, anzi può essere necessario e senz'altro è salutare per tutti, ormai al termine delle iniziative giubilari, interrogarci sulla rotta che la comunità intende percorrere, con quali obiettivi medi o intermedi, con quali ritmi e quali tempi.

Si dice che alla domanda relativa a che cosa stesse facendo, un muratore secoli fa rispose che stava levigando una pietra, un altro rispose che stava erigendo un muro, un altro che preparava i cardini di una porta, un altro finalmente rispose che stava costruendo il …Duomo di Firenze.

Può darsi che nell'affanno delle cose da fare ci dimentichiamo dell'"opera" che insieme stiamo realizzando, dispersi come possiamo essere nel "particulare".

È anche vero che la meta del nostro impegno è chiaramente indicata nel documento conclusivo del Sinodo Diocesano n° 119:

 

 "È l'edificazione di una comunità eucaristica in cui tutti i battezzati sono soggetti consapevoli e attivi … La comunità eucaristica è perciò la pienezza della nostra identità di chiesa locale, punto ultimo mai completamente raggiunto di un cammino che, sotto l'azione dello Spirito, conduce la Chiesa alla pienezza del regno".

La parola "comunità eucaristica" adottata dal Sinodo è pregnante di significato e feconda di conseguenze concrete. Essa dice che la comunità e la vita dei singoli credenti dovrà lasciarsi educare, plasmare, attirare dall'Eucarestia. Un discorso lungo e impegnativo… Nella molteplicità dei richiami che l'espressione "comunità eucaristica" ha risvegliato nella mente è bello e appropriato quel passo del discorso del Papa ai giovani in occasione del Giubileo che dice testualmente:

"Nell'incontro con l'Eucarestia alcuni scoprono di essere chiamati a diventare ministri dell'altare, altri a contemplare la bellezza e la profondità di questo mistero, altri a riversare l'impeto d'amore sui poveri e i deboli, ed altri ancora a coglierne il potere trasformante nella realtà e nei gesti della vita di ogni giorno".

Lasciando ad altri momenti e ad organismi più qualificati, come da noi il Consiglio Pastorale Parrocchiale, di calare questi stimoli in un piano o progetto pastorale da perseguire con crescente (speriamo) consapevolezza e metodicità, facciamo ora spazio perché nell'alveo classico dei tre settori: catechesi, liturgia e carità, alcuni fedeli raccontino in prima persona e per esperienza diretta quel che pensano.

 


La Catechesi

La nostra comunità, da diverso tempo, è caratterizzata da un approccio educativo che non mira tanto alla preparazione ai sacramenti ma all'evangelizzazione, intesa nel senso più ampio. Cominciamo a parlare della

 


catechesi prebattesimale A cura di don Mario e dei coniugi Martinenghi e Brescia.

In vista del Battesimo dei bambini, al pomeriggio dei tre sabati che ne precedono l’amministrazione, si convocano i genitori e i padrini dei prossimi battezzandi, e, con la guida del parroco coadiuvato da giovani coppie che hanno già vissuto queste esperienze, si imposta un discorso fondamentale di fede che non contempla solo il rito, ma soprattutto il significato, il valore, il privilegio e l’impegno che il Battesimo porta con sé. È un modo indispensabile per far prendere coscienza agli adulti del passo che stanno facendo compiere ai bambini e dalle conseguenze educative di cui dovranno farsi carico tramite la preghiera e la testimonianza di un amore vero che dovrà prendersi cura non solo dell’aspetto che riguarda la loro crescita fisica e psicologica, ma anche religiosa e morale. Questi incontri assumono anche un carattere aggregativi che fa spesso sbocciare rapporti di nuove amicizie e scambio di esperienze

 

 

catechesi dei ragazzi A cura di don Lorenzo e catechisti

Nessuno si spaventi, continuiamo ad amministrare regolarmente tutti i sacramenti, ma quello che ci preme è di far passare un concetto molto semplice:

Un sacramento ha senso se dato ad una persona che è inserita in un cammino di fede.

L' idea credo sia molto condivisa, però a volte per la furia di organizzare il giorno della celebrazione si corre il rischio di dimenticare che i sacramenti trovano il loro senso nel quotidiano e non nello straordinario. Il non voler fissare già da settembre la data della Prima Confessione o della Prima Comunione e il porre la Cresima in età adolescenziale mira proprio a questo:

Meno sacramenti per essere più Sacramento.

Il puntare ad evangelizzare più che a dispensare dei sacramenti significa cercare di comunicare non tanto una serie di cose, da fare o da non fare, ma la gioia d’essere cristiani.

Entrando nel dettaglio del cammino per quest’anno 2000/01 il tema su cui i vari gruppi stanno lavorando è quello della Carità.

La Carità con la C maiuscola perché essa è essenzialmente prerogativa di Dio, forma dell’attenzione di Dio per l‘uomo.

Allora il mio essere caritatevole diventa atto di ringraziamento a Dio per ciò fa per me e non motivo perché altri mi dicano grazie.

L'obbiettivo, sopra esposto, vuole essere raggiunto attraverso diverse tappe:

 

Ø      carità come attenzione;

Ø      carità e comunità;

Ø      carità e preghiera;

Ø      carità e dono.

 

Per ragioni di spazio non possiamo esporre nel dettaglio tutto questo lavoro, però ognuno si senta in diritto di chiedere maggiori delucidazioni.

Concludendo credo sia opportuno lanciare un piccolo "appello" a tutta la comunità:

se qualche adulto fosse interessato a prendere parte attiva agli incontri di catechesi non deve fare altro che presentarsi. Del resto già periodicamente si radunano i genitori e dei ragazzi delle singole classi, cui viene illustrato il cammino che si sta per compiendo con i loro figli.

 


catechesi agli adulti cresimandi A cura di don Arturo 

Le persone che per svariate ragioni non hanno ricevuto la Cresima in età adolescenziale, hanno la possibilità di riceverla, preparandovisi, durante l’annuale Veglia di Pentecoste.

La preparazione consiste in un corso regolarmente iniziato a dicembre, -ogni lunedì alle 21- e che continuerà fino alla data di ricezione del Sacramento. Non ha ovviamente il solo scopo di illustrare il valore della Confermazione del Battesimo, ma soprattutto quello di realizzare con chi vi partecipa e con chi lo guida un confronto di idee su tutti gli interrogativi esistenziali e le risposte che possono provocare alla luce della fede e a diretto contatto con la Parola di Dio. È il tentativo di vivere una sorta di catecumenato, rievocando i principi fondamentali del cristianesimo e nel contempo anche di quella pratica religiosa e morale che ha forse subito una pausa di distacco o di rallentamento, dopo la fase del catechismo vissuta da ragazzi. L’opportunità è preziosa; se la si sfrutta a dovere si diventa, come cresimati, degli adulti nella fede.

 

catechesi agli adulti A cura di Diva C.

L'Apocalisse non è solo un annuncio, ma un appello a tutti noi, figli di Dio, per ciò che dobbiamo fare: Leggere e ascoltare fedelmente; continuare la propria strada: "il giusto perseveri nella sua giustizia, il santo nella sua santità, perché Dio dice: "Vengo presto e porto con me la ricompensa che darò a ciascuno di voi".

La catechesi degli adulti quest'anno è concentrata sul libro dell'Apocalisse. Questa lettura richiede qualche fatica in più, anche se ciò non toglie che è un libro affascinante.

È stato molto bello e interessante seguire le tre serate bibliche di don Benedetto Rossi.

Ma l'aiuto più grande, per noi, persone semplici e digiune di teologia, è venuto da don Arturo che con tanta pazienza e molta abilità ci ha spiegato, commentato e aperto gli orizzonti delle varie schede proposte dalla Diocesi, fornendoci anche adeguate dispense.

Senza questo lavoro sarebbe stato impossibile animare i gruppi formatisi con le persone dei propri e dei vicini condomini. Il ritrovarsi nelle case per la catechesi è un modo molto bello per avvicinarci e conoscere le persone "della porta accanto", e scoprire insieme la grandezza della Parola di Dio e più precisamente la grandezza di Dio.

 


 

Liturgia e vita di Fede in Parrocchia
di Paolo A.

 

Come tutti i gruppi parrocchiali, anche quello che si occupa della Liturgia è aperto a tutti  (venite, venite numerosi!)

Quest'anno abbiamo cominciato ad affrontare il tema della Messa, momento fondamentale della vita liturgica della Comunità. Don Mario ha iniziato un itinerario di formazione che ci ha condotti ad analizzare in dettaglio le varie parti della Messa: i riti introduttivi e la Liturgia della Parola, la Liturgia Eucaristica e i riti conclusivi.

Seguirà una seconda fase dove la partecipazione sarà ancora più importante, quando cioè la consapevolezza più profonda di ciò che la Messa è, ci spingerà a trovare i modi per rendere questa realtà più trasparente e più partecipata da tutti.

Nel contesto più ampio del progetto pastorale della Parrocchia anche il nostro gruppo darà il suo contributo a rinnovare "dal di dentro" i momenti di celebrazione che sono l'espressione più evidente di ciò che la Comunità già è e di ciò che è chiamata ad essere.

ORIENTAMENTI DELLA CARITAS


La Caritas parrocchiale si ispira a due criteri orientativi del suo essere e del suo operare: il primo è la cura della formazione dei suoi membri, facendo tesoro innanzitutto delle molteplici occasioni che la comunità parrocchiale offre ai fedeli: incontri di catechesi, momenti di approfondimento di carattere biblico e liturgico, esperienze di preghiera ecc. e poi un incontro specifico mensile (normalmente il 1° mercoledì del mese). La cura della formazione è sembrata indispensabile perché le urgenze e le molteplicità dei bisogni venissero affrontati con lo spirito di chi si sente sempre debitore più che benefattore nei confronti di chi soffre ed è in difficoltà, di chi sa che ha più da ricevere e imparare che non da dare o insegnare. La Caritas deve sempre stare attenta a non cadere nell'insidia del "fare", dell'assuefarsi, del limitarsi a prestare servizi…

il secondo criterio da sottolineare è l'attenzione. Quando si è cristianamente educati e formati si acquista una migliore acutezza nello scoprire i bisogni dei fratelli e delle sorelle, si diventa più sensibili, ci si astiene dal giudicare, si acquista una particolare capacità di comprensione, si arriva ad una immedesimazione e si rifugge da qualsiasi forma di invadenza e curiosità. L'attenzione è forse quello di cui l'uomo d'oggi ha più bisogno, ed è, senza forse, quello che le istituzioni - ovviamente indispensabili e insostituibili - non possono e non sono in grado di fare.Torna opportuno in proposito rifarsi sempre a quella preghiera della Messa in cui vien detto: "Signore donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli".

In questa luce -quella della cura della propria formazione e quella della delicata attenzione al prossimo- si è mossa e si muove la Caritas parrocchiale nel suo variegato mare di "interventi".

Si tratta di tanti piccoli rivoli di amore e di solidarietà che attraversano il Quartiere, ma che sono il segno di quella presenza discreta e fraterna che è la traduzione del Vangelo e costituiscono la ragione dell'esistere stesso della Caritas.

In definitiva, pur senza grandi programmi pianificati, la Caritas vuol dire a tutti che "non basta commuoversi", occorre tradurre in gesti, ancorché piccoli ma concreti, il dettame d'amore che scaturisce dal Vangelo.

Un problema che non è a se stante ma di particolare attualità, gravità e complessità è quello degli immigrati presenti nel nostro territorio. Ci limitiamo a segnalare o a ricordare che:

Ø      è in funzione da tempo il "Centro d'ascolto", via Manfredo Fanti, 18.

Ø      è in cantiere l'edificazione del Centro Caritas san Martino, che, trattandosi di una impresa notevolmente costosa, richiede il sostegno finanziario di tutte le persone di buona volontà.

Sono due piccoli "segni" nel mare dei bisogni degli immigrati dei quali si parla più ampiamente nel prossimo articolo.

come guardare all’immigrato
Dalla rivista “Servizio Migranti" 2000/5 riportiamo il seguente articolo che può servire di riflessione per tutti:

“Il buon senso dice che il bambino non va buttato via assieme ai panni sporchi. Panni sporchi attorno al fenomeno migratorio ce ne stanno tanti, non per questo vanno buttati via i migranti. Un saggio e onesto discernimento ci fa distinguere gli uni dagli altri, ci fa anzitutto tenere sotto controllo giudizi e pregiudizi, umori e malumori, reazioni spontanee se non istintuali sia nostre che altrui; ci fa capire che è aberrante generalizzare, enfatizzare, sbandierare con velata compiacenza ciò che non va. Quel bambino che sta fra i panni sporchi fa parte dei "santi" coi quali ho da condividere qualche cosa. Una dose di comprensione, di pazienza ed anche di correzione è oltretutto segno di alta civiltà. Non sono i panni sporchi che mi fanno rifiutare chi ci sta dentro, semmai gli do una mano non per pulirglieli ma perché lui impari a pulirseli. Non c'è materia per un serio esame di coscienza personale e comunitario?

Altro passo importante: risalire alle cause delle migrazioni. Perché emigrare da quei paesi e in quel modo? Ti renderai conto che nel più dei casi non si tratta di una partenza ma di una fuga, non di libera scelta ma di dura e spesso drammatica necessità. Una seria coscienziosa riflessione metterà poi in chiaro che a rendere invivibile il loro paese hanno contribuito e continuano a contribuire in modo determinante i nostri paesi del benessere. Sanno di demagogia queste parole? Sarebbe tanto utile che in occasione della Giornata si rileggesse qualche pagina della Sollicitudo rei socialis o qualcuno dei molti Messaggi di Giovanni Paolo II sulle migrazioni. In coerenza col suo insegnamento si deve onestamente dire che l'accogliere il migrante è atto di giustizia e non solo di carità; è una forma di riparazione del danno o di restituzione del dovuto.

Gesù spinge oltre la tua riflessione: "Oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19, 5). Che bella sorpresa per Zaccheo! Ne puoi fare anche tu l'esperienza, solo che ti richiami le parole del Giudizio finale od anche quanto è successo ai discepoli di Emmaus. […]

Sai quanto è surriscaldato oggi il clima nei confronti dei migranti. Non stare alla finestra a guardare, non parlare della "società attuale" o del "mondo d'oggi" quasi fossero qualcosa che ti sta davanti e non ti coinvolge: vi sei implicato anche tu, sei corresponsabile per quello che fai e quello che ometti di fare. C'è da sanare l'ambiente, da rendere più respirabile l'aria. Fa qualcosa, mettiti d'accordo con altri per far qualcosa.

E infine tieni presente che l'identikit tracciato dall'Apostolo prende un particolare risalto durante l'assemblea liturgica, resa più variopinta e vivace, direi più cattolica dalla presenza di fratelli venuti da lontano. Se hai una qualche responsabilità pastorale della parrocchia, fa la tua parte perché questi fratelli in chiesa non rimangano stranieri e nemmeno ospiti, ma diano il loro apporto attivo e creativo da veri concittadini nella casa del Padre comune. La Giornata del Migrante può essere l'occasione propizia per avviare qualcosa di nuovo destinato a segnare a lungo e in profondità la tua parrocchia”.

Da Famiglia Cristiana

ARRIVEDERCI           di Franca Zambonini

C'è un nuovo tipo di analfabetismo, quello di chi non sa usare il computer. Colpisce gli anziani e, tra questi, le donne.

Novecento di loro andranno a lezione di informatica dagli studenti di nove città.

Ho assistito a una inaugurazione meno solenne della posa di una prima pietra o del varo di una nave, ma altrettanto simbolica. Ne ricavo, se avete pazienza, due considerazioni. La prima sul rovesciamento di ruolo tra giovani e vecchi; la seconda sul logorìo degli oggetti di consumo, che ormai, come le rose, durano lo spazio di un mattino. Dunque, nella Sala Verde di Palazzo Chigi è stato inaugurato un bel progetto, madrina era Franca Ciampi, che poi ha fatto clic su un computer e il progetto ha preso il via.

Si chiama “NonnOnLine: Generazioni in rete", è promosso dalla Commissione nazionale della parità con la Presidenza del Consiglio e la Pubblica istruzione, e consiste in corsi di alfabetizzazione informatica. Ha spiegato Silvia Costa, presidente della Commissione: «C'è un nuovo tipo di analfabetismo, quello di chi non sa usare il computer; colpisce soprattutto gli anziani e, tra questi, le donne».

È la prima volta nella storia che i giovani insegnano ai vecchi. Con reciproco vantaggio, come so bene io che ci sono passata.

La signora Ciampi ha detto di aver regalato un paio d'anni fa il computer ai suoi nipoti, ma ora esso sembra loro antiquato come un dinosauro e insistono per averne uno nuovo. E ha concluso: «Se penso che io ho da cinquant'anni la stessa bicicletta...». Ecco un'abitudine cara ai vecchi e odiosa ai giovani. Noi siamo per conservare le cose e farcele durare a forza di cure e riguardi; essi sono per l'usa e getta. Così impongono il mercato, la gara del possesso, la sazietà, la noia.

 

Ma i vecchi giochi resistono

Alla mania consumistica odierna la quale, più aiutata dalla tecnica e dall’elettronica che non dalla fantasia, crea ogni giorno nuovi giocattoli per divertire i bambini, ma anche per far spendere ai genitori, ecco una risposta concreta e significativa.

 

Da Avvenire (8 dicembre ‘00)

Tutti giù per terra, vince il girotondo. Un manrovescio sferrato proprio dai bambini a ogni sorta di ipnotico passatempo della nostra epoca. Si, perché nella hit-parade ludica compilata dall’Accademia del gioco dimenticato, il giro-girotondo batte tutti. I cento giochi e giocattoli da sottrarre all’estinzione li hanno votati 100 mila piccoli, compilando le schede degli animatori al termine di ogni pomeriggio di gioioso sfogo. L’elenco completo è presentato a Milano il 23 dicembre con tutte le dritte per costruire e godersi questi divertimenti semplici, consultabili anche in Internet al sito www.mybestlife.com/giocodimenticato. Al secondo posto nelle preferenze degli under 10 si classifica invece la sempreverde altalena, seguita dal triciclo, biglie di vetro e cavallo a dondolo. Dal sesto al decimo posto, assistiamo poi alla rivincita dell’aquilone, dello scivolo, dell’orsetto, della palla e del salto alla corda.

L’Associazione sta cercando di strappare dal degrado uno dei tanti giardini dimenticati di Milano: uno spazio verde da adottare e dedicare a quei bambini che vorranno imparare a giocare a biglie o a boccette.

SORPRESA TRA LE DUNE

Un uomo si era perduto nel deserto e si trascinava da due giorni sulla sabbia infuocata. Era ormai giunto allo stremo delle sue forze. Improvvisamente vide davanti a sé un mercante di cravatte. Non aveva con sé nient’altro che cravatte, e cercò subito di venderne una al pover’uomo, che stava morendo di sete.

Con la lingua impastata e la gola riarsa, l’uomo gli diede del pazzo: si vende una cravatta ad uno che muore di sete?

Il mercante alzò le spalle e continuò il suo cammino nel deserto.

Alla sera, il viaggiatore assetato, che strisciava ormai sulla sabbia, alzò la testa e rimase allibito. Era nel piazzale di un lussuoso ristorante, con il parcheggio pieno d’automobili, una costruzione grandiosa, assolutamente solitaria, in mezzo al deserto. L’uomo si arrampicò a fatica fino alla porta e, sul punto di svenire, gemette:

“Da bere, per pietà!”

“Desolato signore”

-rispose il compostissimo portiere-

“qui non si può entrare senza cravatta!”

don Lorenzo

 

Una storia a Natale

è sempre bello ascoltare,

basta non scambiare il Natale

con una storiella da recitare…

Tutti noi abbiamo da imparare

da ciò che mille volte

ci hanno fatto ascoltare.

Se fosse venuto qui per la prima volta,

forse la noia ci sarebbe tolta.

Ma son duemila anni che festeggiamo,

e quindi pensiamo di saper chi aspettiamo;

ma son duemila anni che abita tra noi,

e ancora non abbiamo capito

che siamo figli suoi.

Il Vangelo, lo sappiamo,

la risposta ci può dare,

ma persi nella fretta,

non sappiamo più gettare i nostri occhi

oltre ciò che a prima vista ci appare!

E, concludendo, come quel tale

la rima voglio saltare

per essere papale papale:

“Anche se Cristo nascesse mille

o diecimila volte in Betlemme,

a nulla ti gioverà se

non nascesse almeno una volta

nel tuo cuore.”

don Lorenzo

 


Celebrazioni e
iniziative Natalizie
Da Lunedì 18 a Venerdì 22 Ø      Ore 17:30 momento di riflessione e di preghiera per tutti i fedeli in preparazione al Natale. –La Messa vespertina viene anticipata alle ore 17:00-
Sabato 23 Ø      Ore 10:00 ~ 16:00 ~ 21:00 Celebrazioni penitenziali comunitarie con possibilità della confessione individuale.

Ø      Ore 18:00 Santa Messa festiva.

Domenica 24

IV di Avvento

Giornata conclusiva dell’Avvento di Fraternità con lo sguardo sull’Africa

Ø      Ore 8:00 ~ 10:00 ~ 11:30 Santa Messa   -È soppressa la messa vespertina-

Ø      Ore 24:00 Santa Messa Natalizia della Notte.

Lunedì 25

Santo Natale

Ø      Ore 8:00 Santa Messa Natalizia dell’Aurora.

Ø      Ore 10:00 ~ 11:30 ~ 18:00 Santa Messa  Natalizia del Giorno.

Martedì 26

Santo Stefano

Ø      Ore 8:00 ~ Ore 10:00 ~ 11:30 ~ 18:00 Santa Messa.
Sabato 30 Ø      Ore 18:00 Santa Messa festiva.
Domenica 31

 

Sacra Famiglia

Ø      Ore 8:00 ~ Ore 10:00 ~ 11:30 ~ 18:00 Santa Messa.

Nella Messa delle 11:30 gli sposi che nell’anno giubilare hanno celebrato il Matrimonio (o il Battesimo della loro creatura) o festeggiano il 5°, il 10°, il 25°; il 50°… anniversario della loro unione coniugale, rendono grazie a Dio.

Nella Messa delle 18:00 tutta la comunità partecipa alla Messa di ringraziamento a chiusura dell’anno.

Lunedì 1° gennaio

Consacrazione a

Maria Madre di Dio

Giornata Mondiale della Pace

Ø      Ore 8:00 ~ Ore 10:00 ~ 11:30 ~ 18:00 Santa Messa.

Venerdì 5 Ø      Ore 16:00  Il Vescovo chiude in Duomo l’anno giubilare con una solenne concelebrazione. –in parrocchia è soppressa la messa vespertina-
Sabato 6

Epifania

del Signore

Giornata del Dono con offertorio comunitario

Ø      Ore 8:00 ~ Ore 10:00 ~ 11:30 Santa Messa.

Ø      Ore 18:00 Chiusura dell’Anno Giubilare: Santa Messa solenne.
A  seguire, cena comunitaria.

Domenica 7

Ø       Ore 8:00 ~ Ore 10:00 ~ 11:30 ~ 18:00 Santa Messa.

Sabato 13

Ø      Ore 21:00 nel Salone Parrocchiale: “Non Saranno famosi” Rassegna dilettantistica di componimenti poetici, di canti, pitture, sculture…