Perché la parrocchia
Lo o
spunto per ritornare ancora una volta sul tema della parrocchia
me lo fornisce il titolo di un articolo apparso su un periodico
della chiesa di Bergamo: Il bello della
parrocchia: mi pare in consonanza con quello che
provo in maniera sempre più vera e intensa man mano che gli anni
pastorali si susseguono: gli arrivi, leggi nascite ma anche
nuove famiglie che vengono ad insediarsi, e le
partenze, che si registrano ogni anno non sono censiti
semplicemente come dati... anagrafici così come le vicende
personali, familiari, condominiali o comunitarie non sono
guardate, apprese o comunicate come notizie di cronaca,
Di più. Se ti
capita di indugiare ad osservare il traffico di via Gramsci in
attesa del semaforo verde per poterla attraversare e poi alzi lo
sguardo (ancora una volta) verso ledificio-chiesa, ti viene
di riflettere sul valore e sul significato simbolico di
quellattraversamento e di riconoscere ogni anno di più
questo è il XIV il ruolo materno che svolge
quelledificio in forma di croce, pronto ad accogliere, in
un grande abbraccio, la vita di tanta gente: dalla nascita alla
morte, passando attraverso tutte le stagioni
Il bello della
parrocchia è proprio questa sua dimensione comunitaria, che ci
fa essere e camminare tutti insieme, senza distinzioni,
lasciandoci vivere lamore fraterno. Essa scandisce i
momenti che ci legano alla sua vera anima: Gesù Cristo. Pensiamo
ai sacramenti che dal Battesimo fino alla Confermazione e al
Matrimonio accompagnano i grandi passaggi della vita, il tutto
raccolto dalla celebrazione domenicale dellEucarestia che
snocciola i segmenti settimanali del cammino di fede.
Davvero la
parrocchia è segno, luogo, spazio di comunione fraterna e,
prendendo in prestito le parole dellApocalisse, è
dimora di Dio fra gli uomini cioè il luogo in cui
Dio incontra e si lascia incontrare dagli uomini là dove essi
vivono.
Lannuncio,
la liturgia, la carità sono i linguaggi che la
parrocchia utilizza per esprimere il mistero della presenza di
Dio tra gli uomini e nella loro vita.
Certo, la
parrocchia non deve dimenticare le grandi sfide che vengono dalla
modernità e con le sfide, le provocazioni, le difficoltà, le
dinamiche che guidano luomo nel suo vivere oggi, qui.
Questo necessita
di un continuo ascolto e ricerca, di una costante attenzione e
progettazione, di una formazione umana e cristiana incessante per
trovare il linguaggio e i tempi adatti per raggiungere ogni uomo.
Per questo alla
domanda se ha ancora senso la parrocchia oggi, non possiamo che
rispondere con le parole del Card. Piovanelli della lettera
Prodigatevi nellopera del Signore (1995). Dopo
aver definito la parrocchia una struttura fondamentale
per la nostra esperienza concreta nella Chiesa, a livello
italiano, toscano e fiorentino aggiunge: diciamo
a voce alta il nostro sì alla parrocchia. Ma sentiamo tutti il
bisogno di un passaggio: da una parrocchia in cui solo alcuni
sono protagonisti attivi, a una parrocchia che coinvolga nella
partecipazione e nella corresponsabilità il maggior numero
possibile di credenti.
don Mario