Buona Pasqua 2003

Sentiamo spesso ripetere in chiesa o al catechismo che la Pasqua è la festa più importante dell’anno anche se forse non ne siamo convinti perché ci pare più bello il Natale.

Perché è la più importante?

Viene citata l’affermazione di Paolo –che scrive a poco più di 25 anni dalla morte di Gesù–: “Se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana (illusoria, alienante) la vostra fede”.

Se Gesù di Nazareth non fosse risorto, il cristianesimo non sarebbe mai nato. Il cristianesimo e la Chiesa hanno origine da un annuncio inaudito: “Dio ha risuscitato Gesù dalla morte!” Tutto regge o crolla se risponde a verità o meno questo annuncio.

Senza la risurrezione avremmo pochissimi documenti su Gesù. Tutti gli scritti che parlano di lui (Vangeli, Atti degli Apostoli, Lettere, Apocalisse) partono infatti dalla convinzione che Gesù è risorto e continua a rivivere in mezzo a noi.

Anche la Croce senza la Risurrezione non avrebbe senso. Essa non starebbe appesa nelle nostre case o eretta in vari luoghi della terra. Se il segno della croce ha avuto tanta diffusione, è perché è divenuto simbolo di salvezza e di vittoria nel momento della Risurrezione.

Detto questo, la Risurrezione di Cristo è un avvenimento storico, realmente accaduto, verificabile secondo prove rigorosamente scientifiche così come le intendiamo noi oggi?

È bene, per necessaria obiettività, tener presente che la Risurrezione in se stessa non viene mai narrata e descritta nei Vangeli. Nessuno afferma di aver visto Gesù risorgere. Non ci fu nessun testimone oculare della risurrezione di Gesù.

Ci sono stati i testimoni oculari di Gesù Risorto. Ed è proprio l’insieme di queste testimonianze (le apparizioni alla Maddalena, agli undici, ai discepoli di Emmaus, a Tommaso, ecc. unite alla trasformazione profonda, duratura e radicale dei discepoli e soprattutto alla nascita della comunità cristiana) che ci garantiscono, non in un’ottica scientifica ma di fede, che la risurrezione di Cristo è il frutto della potenza straordinaria di Dio. La Risurrezione non ha analogie con le nostre esperienze, è qualcosa di assolutamente nuovo come la creazione.

È di questa novità che pure la nostra comunità con tutti i suoi limiti, i suoi ritardi, le sue lentezze, le sue resistenze, vive il suo quotidiano, assecondando il dono dello Spirito, frutto della Pasqua del Signore, sulle piste che la Chiesa fin dalle origini ha perseguito: annuncio, celebrazione, testimonianza.

Nelle pagine seguenti se ne vuole offrire qualche spunto. E noi pensiamo che anche questo sia per tutti un incentivo a leggere gli avvenimenti recenti (di guerra, tragedie, distruzioni) con un occhio di fede e di speranza, che riporti serenità a tanti cuori abbattuti e angosciati, ridonando la certezza che il Cristo è Bontà infinita, e non abbandonerà mai, né gli uni né gli altri dei suoi figli, in mezzo alle tragedie che gli uomini purtroppo sanno solo scatenare, come han fatto per l’odio che lo ha ucciso. Lui è la nostra vittoria, Lui la nostra pace.

Don Mario

Indice

Catechesi per gli adulti Leggendo insieme la Bibbia

Sulla Liturgia Coniugare corpo e spirito nell’azione liturgica

La voce della Caritas Educare alla pace nell’esercizio della carità quotidiana

Catechesi sacramentale Battesimo Comunione Cresima Matrimonio

Il valore della preghiera Un povero che si dona è più utile di un ricco che fa doni

Consiglio Pastorale Segno di comunione

Non ci ha lasciati orfani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Direttore responsabile don Mario USUBELLI