ß Settembre 2005
Quello che stai per leggere è un mattone…
da usare per la chiesa da
costruire in te ...
Vado alla Messa? E perché?
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L |
a celebrazione dell’Eucarestia è il punto di partenza e il punto di arrivo
della nostra fede. Con una formula felice si dice che
Quindi celebrare e
vivere
Al termine dell’anno
dell’Eucarestia che è coinciso con il 50°
anniversario della mia ordinazione sacerdotale, e ci ha visti coinvolti in
diversi momenti a meditare sul grande mistero (penso
alle varie riunioni del Consiglio Pastorale, all’Assemblea Pastorale Diocesana,
alla giornata eucaristica in contemporanea con il Congresso Nazionale a Bari,
alla giornata comunitaria a Cercina, ecc.) dovremmo
impegnarci, tutti insieme, perché le nostre celebrazioni siano belle: splendano
davvero, come dice il Concilio, per semplicità, autenticità e dignità.
E dovremmo anche alimentare e arricchire la nostra preghiera personale,
perché non è possibile pregare bene insieme se non si sa pregare da soli.
Vorrei in questo
numero del Messaggio riportare a mo’ di sillabario o di indice ordinato la sequenza dei vari gesti o riti con cui
si articola
Prima però vorrei
proporre alla comunità di pensare alla realizzazione di due segni che la nostra
aula liturgica sembra richiedere: “esaltare” il
tabernacolo, studiando con l’apporto di esperti, una collocazione più dignitosa
e appropriata e poi la messa in opera di un Crocefisso che davvero esprima la
sua esaltazione, anche per la ragione che è dalla Croce che la nostra comunità
prende nome.
Ed ora come nota introduttiva ai vari
riti nella Messa, mi piace riportare questo breve tratto del documento di Papa Woitila «Ecclesia de Eucharestia», che non è
di natura dottrinale, ma ci educa ad assumere una
visione “cosmica” della Messa e conferisce una prospettiva davvero idonea alla
sua comprensione.
«... ho potuto celebrare
Finalmente passo ad elencare i vari riti della Messa ordinandoli secondo questo schema:
Riti di accoglienza
Liturgia della Parola
Liturgia eucaristica
Riti di comunione
I riti di accoglienza
Per cominciare bene un’azione liturgica, è necessario
mettersi in grado di produrre uno stacco da tutto ciò che si faceva prima:
- il movimento della persona intera, che si reca là dove il Signore ha dato
appuntamento, è segno del movimento del cuore che si volge a Dio (e la
puntualità è il segno del desiderio e dell’attesa…!);
- il raccoglimento libera la mente dal superfluo, orienta il
cuore verso ciò che conta e rende vigilanti per l’incontro col Signore; ci si
dispone anche alla comunione con i fratelli, operata dall’azione misericordiosa
di Dio in noi;
- anche i riti di ingresso vogliono
introdurre i fedeli nello spazio della liturgia, facendo oltrepassare la soglia
che contraddistingue il mondo feriale, in cui viviamo normalmente, dal mondo
festivo:
Il canto di ingresso: quando il
celebrante entra, significa che Cristo stesso si rende presente in questa
dimora di uomini e di donne riuniti nel suo nome. Il canto sottolinea
la solennità del momento, raccoglie le voci di persone diverse in una sola
voce.
Il bacio
dell’altare è il primo gesto del celebrante: l’altare di pietra è il simbolo di
Cristo “pietra angolare”, è la mensa su cui si celebra
il sacrificio.
Il segno della
croce, è il simbolo della nostra fede, segno della misericordia del Signore,
che per amore ha dato la sua vita per noi. Le parole
che lo accompagnano dicono il “nome di Dio” e l’assemblea con l’amen esprime la
gioia d’essere inserita nella Trinità.
Il saluto “Il Signore sia con voi”: con
queste parole ha inizio un dialogo, segno della comunione fra il celebrante e
l’assemblea. Il dialogo ha come termine ultimo Dio, che ascolta la voce del suo
popolo. Il saluto è un augurio di benedizione da parte di Dio sempre presente e
la risposta a questo saluto da parte dell’assemblea (“E con il tuo spirito”) è un atto
di fiducia nel suo Spirito, perché operi ed assista il suo ministro nella
celebrazione di questo altissimo mistero.
Atto penitenziale: l’assemblea e il sacerdote
riconoscono davanti a Dio e ai fratelli la propria debolezza e povertà, ma al
tempo stesso confessano l’amore di Dio e la sua irriducibile volontà di
salvare. Noi apparteniamo a un popolo di peccatori, ma
chiamati alla santità da Gesù Cristo.
Colletta: è una preghiera solenne alla Trinità che riassume
la preghiera personale (da cui: colletta), conclude il
rito d’ingresso e raccoglie i vari temi principali della celebrazione a cui
ciascuno partecipa nel gesto delle braccia alzate del sacerdote, e, con lui, la
presenta a Dio.
- La proclamazione della Parola di
Dio è il dialogo di amore di Dio con il suo popolo che si sente chiamato a rispondere
ringraziando, lodando e verificando la sua fede.
- Ascoltare
- Dialogare con
La
frase: “Parola di Dio” detta al termine delle letture esprime un
atto di fede verso Dio che ancora oggi, qui e ora, parla al suo popolo.
“Lode a te o Cristo”, “rendiamo
grazie a Dio”, “gloria a Te, Signore”: sono
acclamazioni che esprimono la gioia, la lode, il ringraziamento corale al
Signore che è presente e parla nella Sacra Scrittura.
Anche il salmo
responsoriale esprime la nostra risposta, con le parole dei salmi che Gesù stesso ha pregato.
“Alleluia” è un’acclamazione che, in lingua ebraica, significa
“lodate il Signore”, e con la quale l’uomo eleva a Dio
con immediatezza la propria lode e il proprio stupore.
Il
“Credo”, o “simbolo
apostolico”: è un’altra forma di “risposta” alla Parola ascoltata, espressa con
una formula dottrinale che esprime i punti-base della nostra fede. Diciamo “credo” anche se abbiamo dei dubbi, anche se percepiamo una
certa oscurità su qualche punto dell’insegnamento della Chiesa, ma in ogni modo
vogliamo affidarci. Dicendo “credo” vogliamo sentirci in comunione con la fede
della Chiesa, che è più grande della nostra.
La
preghiera dei fedeli è una
supplica rivolta a Dio ed è una felice riscoperta del Concilio Vaticano II dopo
1500 anni di assenza. Essa è la risposta
dell’assemblea all’ascolto della Parola di Dio nel
tempo attuale: la comunità locale, non preoccupandosi solo di se stessa, prega
chiedendo doni universali per
È una preghiera comunitaria. “non è
una somma di preghiere singole, ma è un fatto nuovo, in cui la preghiera di
ciascuno muore nella preghiera comune e risorge come
unica preghiera… è lo Spirito che ci permette di uscire da noi e di cedere alla
nostra preghiera privata perché viva quella della comunità”. (C.M.
Martini).
Con la liturgia
della Parola Dio ha instaurato il dialogo con il suo popolo, con la liturgia eucaristica lo ammette
alla comunione della sua vita.
Inizia questo momento centrale
della liturgia lo scambio dei doni: nel quale, benedicendo i doni ricevuti da
Dio, li offriamo a Lui perché possa donarci se stesso.
- Preparazione dei doni
Si
portano in processione i doni preparati, pane, vino e acqua, con un preciso riferimento storico a Gesù,
che li prese fra le sue mani nell’ultima cena.
Fin
dai tempi più antichi la tradizione della Chiesa ha conferito solennità a
questo momento, accompagnato anche dal canto. Con il gesto di
muovere in processione per recare al sacerdote i doni, inizia l’offerta di noi stessi a Dio, che culminerà nell’offerta
di Cristo e della Chiesa al Padre.
Oltre al pane e al vino possono essere portati altri
doni per la necessità della chiesa e dei poveri. È un gesto che esprime anche
il nostro umile desiderio che tutta la nostra vita
sia unita alla presentazione del pane e del vino che
diventeranno il corpo e il sangue di Cristo.
Il
sacerdote si alza e riceve le offerte e le presenta a Dio con una preghiera ispirata alle benedizioni ebraiche:
«benedetto sei tu,
Signore, Dio dell’universo:
dalla tua bontà
abbiamo ricevuto…»
il pane: è compendio di molti elementi: la terra, il sole,
la pioggia, le stagioni, doni che Dio con premura offre all’uomo;
il vino: il sangue dell’uva (Gen 49,11) rappresenta la festa, l’amicizia,
l’amore, rimanda alla gioia del sacrificio per amore;
l’acqua: poche
gocce aggiunte nel calice del vino, perché “siano segno della nostra unione con
la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana”.
«E ora li presentiamo a te»: ricevi questi doni che esprimono
anche il nostro lavoro.
«Perché diventino per noi
cibo di vita eterna e bevanda di salvezza»: trasforma, Signore, questi doni in
nutrimento che comunica vita oltre la morte.
«Benedetto nei secoli il Signore»:
l’assemblea risponde con la lode a Dio per i benefici da Lui ricevuti.
La preghiera Eucaristica è un lungo e intenso
colloquio del sacerdote con Dio Padre. Inizia con il PREFAZIO e termina con la
solenne formula detta DOSSOLOGIA. L’assemblea è unita al sacerdote con la
acclamazione che le sono riservate: il Santo, l’acclamazione eucaristica; “Annunciamo
la tua morte, Signore…” e l’“Amen” finale.
- In alto i vostri cuori: il sacerdote rivolge all’assemblea
l’invito alla “tensione del cuore”.
- È veramente cosa buona e giusta
renderti grazie per…
In questa prima parte della
preghiera eucaristica non si domanda, ma si rende grazie: facendo memoria delle
opere compiute da Dio nella storia della salvezza, confermando la sua fedeltà
all’alleanza e il suo amore per l’uomo che culmina nel
dono di Gesù. Dall’ammirazione per le “meraviglie” di
Dio sgorga dal cuore la benedizione e il canto al Dio Santo.
Santo, santo, santo: l’assemblea acclama Dio con l’inno
che proviene dalla tradizione giudaica. Consapevoli della nostra inadeguatezza,
uniamo la nostra voce a quella delle creature
angeliche che con fervore rendono una lode perenne a Dio.
Padre veramente santo: il Dio Santo che è stato acclamato è
Dio Padre; è lui che, in questo momento e in questo
luogo, raduna il suo popolo. Così l’assemblea unita al sacerdote prega umilmente e invoca perché
mandi il suo Spirito (1ª epiclesi).
L’Eucarestia è un’azione intensa dello Spirito che
porta il mistero al compimento: il pane e il vino che sono stati offerti come
dono umile e sincero diventano
il corpo e il sangue di Gesù Cristo.
- Nella notte in cui fu tradito: il racconto della cena del Signore
ha un preciso riferimento storico, ed è per noi un memoriale, un “fare
memoria” che va oltre il ricordo: il rito ci rende contemporanei all’avvenimento passato che diviene presente ed efficace oggi e si apre al futuro.
- Questo è il mio corpo… dato per
voi; questo è il mio sangue… versato per voi: con queste parole rivolte ai
discepoli, Gesù anticipa il dono/sacrificio di se
stesso, che si compirà sulla croce poche ore dopo, per la salvezza di ogni uomo.
- Annunciamo la tua morte Signore: l’acclamazione del popolo e la
proclamazione del mistero pasquale di Gesù.
- Egli faccia di noi un sacrificio
perenne a te gradito: la
preghiera eucaristica è sorgente dell’unità dei fedeli. Il sacrificio di
Cristo, riattualizzato sull’altare, e l’azione dello
Spirito Santo ci trasformano in Corpo di Cristo (2ª epiclesi).
- Ricordati… ascolta… ricongiungi…
accogli…: la
preghiera eucaristica continua in forma di preghiera di intercessione.
Con essa si chiede sempre al Padre il dono dell’unità,
della pace, della concordia nella
chiesa universale e locale. Si intercede per i nostri
defunti, perché possano essere accolti nel Suo Regno e noi tutti possiamo ritrovarci insieme. Si sottolinea così l’unità tra chiesa pellegrinante e chiesa
celeste.
- Per Cristo, con Cristo, in Cristo… con la solenne formula della dossologia (espressione di lode) si conclude la preghiera eucaristica. Il corale Amen finale proclamato dall’Assemblea sottolinea
la sua partecipazione a tutta la preghiera svolta.
I Riti di Comunione
Padre nostro: è la preghiera cristiana per
eccellenza, la preghiera che Gesù stesso ha insegnato
e affidato ai suoi discepoli. Il Padre nostro recitato durante
- Il rito della pace: il sacerdote recita la preghiera per
l’unità della Chiesa e per la pace allargando le braccia, come segno di un
abbraccio collettivo. Lo scambio del segno della pace è un gesto antico: Cristo
ci dona la sua pace perché possiamo condividerla con coloro che ci sono dati
come fratelli.
- Ecco l’agnello di Dio: Gesù, l’agnello che si offre per amore, con il suo sacrificio cambia
la storia del mondo. Anche noi siamo chiamati ad
offrire a Cristo il nostro “corpo”, vale a dire la nostra vita.
- Il corpo di
Cristo: l’eucarestia è un dono che si riceve da
Cristo: siamo degli invitati alla cena del Signore. Dio “ci mette il suo corpo fra le mani”.
Amen: è la risposta al momento di ricevere fra
le mani l’eucarestia, risposta solenne e impegnativa:
significa “è così!” “è vero!”.
- Tempo di comunione: è accompagnato da un canto, ma al
termine, esige qualche minuto di preghiera silenziosa e di raccoglimento. Il
mistero entra nella nostra vita, momento
unico in cui la santità di Cristo ci penetra in un silenzioso cuore a cuore.
- Vi benedica Dio…: il sacerdote invoca
- Il congedo: il sacerdote congeda l’assemblea con una
formula che non indica la fine della Messa ma il suo scopo: quello di “andare e
portare a tutti ciò che si è vissuto e ricevuto”. A questo invito del
celebrante, l’assemblea risponde esprimendo ancora una volta il suo rendimento
di grazie a Dio.
Ho riportato con ordine la sequenza dei riti che compongono
Mi piace chiudere il “servizio”
trascrivendo un inciso del Cardinale Carlo Maria
Martini che suona come un ammonimento austero e stimolante: “Spesso, troppo spesso, ci avviciniamo all’Eucarestia
senza la seria volontà di interrogarci lealmente sul senso della nostra vita;
intendiamo fare un gesto religioso, ma siamo ben lontani da lasciare mettere in
questione la nostra esistenza dal dono totale di Gesù”.
C’è da augurarsi che non sia sempre così!…
Per
approfondire i contenuti della Messa – noi ci siamo limitati a richiamare i
gesti di cui è articolata e a corredarli di brevi didascalie – si suggerisce di
procurarsi e di leggere la bellissima lettera apostolica di Giovanni Paolo II
dell’ottobre dell’anno scorso: “Mane nobiscum Domine” “Rimani con noi Signore perché si fa sera” (cfr. Luca 24,29). I capitoli da cui è composta: “L’Eucarestia mistero di luce”, “L’Eucarestia sorgente ed epifania di
comunione”, “L’Eucarestia, principio e progetto di
Missione” costituiscono un prezioso aiuto per entrare, gustare e vivere il
grande mistero che costituisce il cuore della nostra fede. Se ne raccomanda
caldamente la lettura. Il documento si può trovare in parrocchia dove si sono
fatte pervenire diverse copie.
Diamo qui un prontuario di
facile consultazione e un aiuto per risvegliare la memoria dei servizi e degli
impegni che la parrocchia offre e… chiede.
nei giorni festivi: Ore 8; 10; 11:30 e 18.
nei giorni feriali Ore 8:30 e 17:30
al sabato festiva ore 18:00
Al cimitero il Mercoledì alle 9:30.
Ha luogo, in forma comunitaria, normalmente al pomeriggio,
alle ore 16:00, della prima domenica del mese dopo la relativa preparazione dei
genitori e dei padrini.
- ogni giorno: prima o dopo la
celebrazione eucaristica;
- ogni sabato: dalle ore 09:00 alle ore 12:00.
In occasione delle solennità liturgiche si
promuovono celebrazioni penitenziali comunitarie nelle quali vi è la
possibilità della confessione personale.
MatrimonioAgli interessati viene
fatto l’invito a manifestare per tempo il loro progetto per poter garantire una
preparazione adeguata alla grave decisione.
Si sta studiando la possibilità di itinerari diversi
per perseguire meglio detto traguardo. E anche dopo la celebrazione si prosegue
con le coppie disponibili in un cammino di fede e di amicizia
secondo un calendario da definirsi.

Agli interessati viene
fatto l’invito a segnalare il loro intendimento con sollecitudine per poter
seguire con tempestività il corso di preparazione necessario.
Calendario
degli incontri
Consiglio Pastorale:
si riunisce normalmente il 3° giovedì del mese alle
ore 21:00.
Gruppo liturgico:
si riunisce il 1° giovedì del mese alle ore 18:00.
Gruppo caritas:
si riunisce il 1° mercoledì del mese alle ore 18:00.
Catechesi:
Le attività di catechesi iniziano con
- 2ª
elementare lunedì ore 17:00
- 3ª
elementare martedì ore 17:00
- 4ª
elementare mercoledì ore 17:30
- 5ª
elementare mercoledì ore 17:30
- 1ª, 2ª e
3ª media martedì ore 18:00
-
Adolescenti lunedì ore 19:00
- Giovani
4° mercoledì del mese ore 21:00
- Adulti nelle famiglie, è definita dai
responsabili o moderatori dei vari condomini. Per loro stessi è prevista una
preparazione particolare in date da definirsi.
Gruppo dell’Apostolato della preghiera:
si riunisce il 1° venerdì del mese alle ore 16:00.
Adorazione
eucaristica:
si svolge ogni 1°
venerdì del mese un momento dopo
Gruppo
missionario:
si riunisce il 2°
martedì del mese alle ore 21:00.
Gruppo dei
catechisti:
i riunisce il 2° giovedì del mese alle ore 21:00.
Canto corale adulti e Canto
corale giovani:
si tengono secondo un calendario che viene precisato
di volta in volta.
Corso di chitarra:
per ragazzi e adolescenti, dalla metà di ottobre a fine
maggio, il giovedì ore 18:30.