ß Settembre 2005

Quello che stai per leggere è un mattone

da usare per la chiesa da costruire in te ...

 

Vado alla Messa?  E perché?

L

a celebrazione dell’Eucarestia è il punto di partenza e il punto di arrivo della nostra fede. Con una formula felice si dice che la Chiesa fa l’Eucarestia e l’Eucarestia fa la Chiesa. Tutta la vita di Gesù, il senso della sua venuta nel mondo è racchiuso in quel gesto del pane spezzato. «Fate questo in memoria di me» dice Gesù. «Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell’attesa della tua venuta».

Quindi celebrare e vivere la Messa! È l’obiettivo permanente e lo scopo di ogni comunità cristiana. «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù» ci dice l’apostolo Paolo nella lettera ai Filippesi.

Al termine dell’anno dell’Eucarestia che è coinciso con il 50° anniversario della mia ordinazione sacerdotale, e ci ha visti coinvolti in diversi momenti a meditare sul grande mistero (penso alle varie riunioni del Consiglio Pastorale, all’Assemblea Pastorale Diocesana, alla giornata eucaristica in contemporanea con il Congresso Nazionale a Bari, alla giornata comunitaria a Cercina, ecc.) dovremmo impegnarci, tutti insieme, perché le nostre celebrazioni siano belle: splendano davvero, come dice il Concilio, per semplicità, autenticità e dignità.

E dovremmo anche alimentare e arricchire la nostra preghiera personale, perché non è possibile pregare bene insieme se non si sa pregare da soli.

Vorrei in questo numero del Messaggio riportare a mo’ di sillabario o di indice ordinato la sequenza dei vari gesti o riti con cui si articola la Messa, con insieme qualche semplice didascalia, allo scopo di dare pienezza di valore e significato anche ai segni che per l’abitudine con cui li facciamo sembrano diventati incolori e insignificanti.

Prima però vorrei proporre alla comunità di pensare alla realizzazione di due segni che la nostra aula liturgica sembra richiedere: “esaltare” il tabernacolo, studiando con l’apporto di esperti, una collocazione più dignitosa e appropriata e poi la messa in opera di un Crocefisso che davvero esprima la sua esaltazione, anche per la ragione che è dalla Croce che la nostra comunità prende nome.

Ed ora come nota introduttiva ai vari riti nella Messa, mi piace riportare questo breve tratto del documento di Papa Woitila «Ecclesia de Eucharestia», che non è di natura dottrinale, ma ci educa ad assumere una visione “cosmica” della Messa e conferisce una prospettiva davvero idonea alla sua comprensione.

 

«... ho potuto celebrare la Santa Messa in cappelle poste sui sentieri di montagna, sulle sponde dei laghi, sulle rive del mare; l’ho celebrata su altari costruiti negli stadi, nelle piazze delle città ... Questo scenario così variegato delle mie Celebrazioni Eucaristiche me ne fa sperimentare fortemente il carattere universale e, per così dire, cosmico. Si, cosmico! Perché anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull'altare del mondo. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato. Il Figlio di Dio si è fatto uomo, per restituire tutto il creato, in un supremo atto di lode, a Colui che lo ha fatto dal nulla... ».

 

Finalmente passo ad elencare i vari riti della Messa ordinandoli secondo questo schema:

  Riti di accoglienza

  Liturgia della Parola

  Liturgia eucaristica

  Riti di comunione

 

I riti di accoglienza

Per cominciare bene un’azione liturgica, è necessario mettersi in grado di produrre uno stacco da tutto ciò che si faceva prima:

- il movimento della persona intera, che si reca là dove il Signore ha dato appuntamento, è segno del movimento del cuore che si volge a Dio (e la puntualità è il segno del desiderio e dell’attesa…!);

- il raccoglimento libera la mente dal superfluo, orienta il cuore verso ciò che conta e rende vigilanti per l’incontro col Signore; ci si dispone anche alla comunione con i fratelli, operata dall’azione misericordiosa di Dio in noi;

- anche i riti di ingresso vogliono introdurre i fedeli nello spazio della liturgia, facendo oltrepassare la soglia che contraddistingue il mondo feriale, in cui viviamo normalmente, dal mondo festivo:

Il canto di ingresso: quando il celebrante entra, significa che Cristo stesso si rende presente in questa dimora di uomini e di donne riuniti nel suo nome. Il canto sottolinea la solennità del momento, raccoglie le voci di persone diverse in una sola voce.

Il bacio dell’altare è il primo gesto del celebrante: l’altare di pietra è il simbolo di Cristo “pietra angolare”, è la mensa su cui si celebra il sacrificio.

Il segno della croce, è il simbolo della nostra fede, segno della misericordia del Signore, che per amore ha dato la sua vita per noi. Le parole che lo accompagnano dicono il “nome di Dio” e l’assemblea con l’amen esprime la gioia d’essere inserita nella Trinità.

Il saluto “Il Signore sia con voi”: con queste parole ha inizio un dialogo, segno della comunione fra il celebrante e l’assemblea. Il dialogo ha come termine ultimo Dio, che ascolta la voce del suo popolo. Il saluto è un augurio di benedizione da parte di Dio sempre presente e la risposta a questo saluto da parte dell’assemblea (“E con il tuo spirito”) è un atto di fiducia nel suo Spirito, perché operi ed assista il suo ministro nella celebrazione di questo altissimo mistero.

Atto penitenziale: l’assemblea e il sacerdote riconoscono davanti a Dio e ai fratelli la propria debolezza e povertà, ma al tempo stesso confessano l’amore di Dio e la sua irriducibile volontà di salvare. Noi apparteniamo a un popolo di peccatori, ma chiamati alla santità da Gesù Cristo.

Colletta: è una preghiera solenne alla Trinità che riassume la preghiera personale (da cui: colletta), conclude il rito d’ingresso e raccoglie i vari temi principali della celebrazione a cui ciascuno partecipa nel gesto delle braccia alzate del sacerdote, e, con lui, la presenta a Dio.

La liturgia della Parola

- La proclamazione della Parola di Dio è il dialogo di amore di Dio con il suo popolo che si sente chiamato a rispondere ringraziando, lodando e verificando la sua fede.

La Parola di Dio nella liturgia della Messa festiva è annunziata, pregata, acclamata, attraverso tre letture: un brano dell’Antico Testamento, seguito da un salmo, uno scritto apostolico tratto dal Nuovo Testamento (Atti degli Apostoli, lettere di san Paolo e altri apostoli, Apocalisse) e un brano dei Vangeli.

- Ascoltare la Parola

La Parola di Dio è dinamica, sotto l’azione dello Spirito Santo si espande, cerca, interpella, raggiunge il cuore di chi l’ascolta per essere accolta, per entrare in relazione.

- Dialogare con la Parola

La frase: “Parola di Dio” detta al termine delle letture esprime un atto di fede verso Dio che ancora oggi, qui e ora, parla al suo popolo.

“Lode a te o Cristo”, “rendiamo grazie a Dio”, “gloria a Te, Signore”: sono acclamazioni che esprimono la gioia, la lode, il ringraziamento corale al Signore che è presente e parla nella Sacra Scrittura.

Anche il salmo responsoriale esprime la nostra risposta, con le parole dei salmi che Gesù stesso ha pregato.

“Alleluia” è un’acclamazione che, in lingua ebraica, significa “lodate il Signore”, e con la quale l’uomo eleva a Dio con immediatezza la propria lode e il proprio stupore.

Il “Credo”, o “simbolo apostolico”: è un’altra forma di “risposta” alla Parola ascoltata, espressa con una formula dottrinale che esprime i punti-base della nostra fede. Diciamo “credo” anche se abbiamo dei dubbi, anche se percepiamo una certa oscurità su qualche punto dell’insegnamento della Chiesa, ma in ogni modo vogliamo affidarci. Dicendo “credo” vogliamo sentirci in comunione con la fede della Chiesa, che è più grande della nostra.

La preghiera dei fedeli è una supplica rivolta a Dio ed è una felice riscoperta del Concilio Vaticano II dopo 1500 anni di assenza. Essa è la risposta dell’assemblea all’ascolto della Parola di Dio nel tempo attuale: la comunità locale, non preoccupandosi solo di se stessa, prega chiedendo doni universali per la Chiesa, il mondo, i sofferenti.

È una preghiera comunitaria. “non è una somma di preghiere singole, ma è un fatto nuovo, in cui la preghiera di ciascuno muore nella preghiera comune e risorge come unica preghiera… è lo Spirito che ci permette di uscire da noi e di cedere alla nostra preghiera privata perché viva quella della comunità”. (C.M. Martini).

 

La Liturgia Eucaristica

Con la liturgia della Parola Dio ha instaurato il dialogo con il suo popolo, con la liturgia eucaristica lo ammette alla comunione della sua vita.

Inizia questo momento centrale della liturgia lo scambio dei doni: nel quale, benedicendo i doni ricevuti da Dio, li offriamo a Lui perché possa donarci se stesso.

- Preparazione dei doni

Si portano in processione i doni preparati, pane, vino e acqua, con un preciso riferimento storico a Gesù, che li prese fra le sue mani nell’ultima cena.

Fin dai tempi più antichi la tradizione della Chiesa ha conferito solennità a questo momento, accompagnato anche dal canto. Con il gesto di muovere in processione per recare al sacerdote i doni, inizia l’offerta di noi stessi a Dio, che culminerà nell’offerta di Cristo e della Chiesa al Padre.

Oltre al pane e al vino possono essere portati altri doni per la necessità della chiesa e dei poveri. È un gesto che esprime anche il nostro umile desiderio che tutta la nostra vita sia unita alla presentazione del pane e del vino che diventeranno il corpo e il sangue di Cristo.

Il sacerdote si alza e riceve le offerte e le presenta a Dio con una preghiera ispirata alle benedizioni ebraiche:

«benedetto sei tu,

Signore, Dio dell’universo:

dalla tua bontà

abbiamo ricevuto…»

il pane: è compendio di molti elementi: la terra, il sole, la pioggia, le stagioni, doni che Dio con premura offre all’uomo;

il vino: il sangue dell’uva (Gen 49,11) rappresenta la festa, l’amicizia, l’amore, rimanda alla gioia del sacrificio per amore;

l’acqua:     poche gocce aggiunte nel calice del vino, perché “siano segno della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana”.

«E ora li presentiamo a te»: ricevi questi doni che esprimono anche il nostro lavoro.

«Perché diventino per noi cibo di vita eterna e bevanda di salvezza»: trasforma, Signore, questi doni in nutrimento che comunica vita oltre la morte.

«Benedetto nei secoli il Signore»: l’assemblea risponde con la lode a Dio per i benefici da Lui ricevuti.

La preghiera Eucaristica

La preghiera Eucaristica è un lungo e intenso colloquio del sacerdote con Dio Padre. Inizia con il PREFAZIO e termina con la solenne formula detta DOSSOLOGIA. L’assemblea è unita al sacerdote con la acclamazione che le sono riservate: il Santo, l’acclamazione eucaristica; “Annunciamo la tua morte, Signore…” e l’“Amen” finale.

- In alto i vostri cuori: il sacerdote rivolge all’assemblea l’invito alla “tensione del cuore”.

- È veramente cosa buona e giusta renderti grazie per

In questa prima parte della preghiera eucaristica non si domanda, ma si rende grazie: facendo memoria delle opere compiute da Dio nella storia della salvezza, confermando la sua fedeltà all’alleanza e il suo amore per l’uomo che culmina nel dono di Gesù. Dall’ammirazione per le “meraviglie” di Dio sgorga dal cuore la benedizione e il canto al Dio Santo.

Santo, santo, santo: l’assemblea acclama Dio con l’inno che proviene dalla tradizione giudaica. Consapevoli della nostra inadeguatezza, uniamo la nostra voce a quella delle creature angeliche che con fervore rendono una lode perenne a Dio.

Padre veramente santo: il Dio Santo che è stato acclamato è Dio Padre; è lui che, in questo momento e in questo luogo, raduna il suo popolo. Così l’assemblea unita al sacerdote prega umilmente e invoca perché mandi il suo Spirito (1ª epiclesi). L’Eucarestia è un’azione intensa dello Spirito che porta il mistero al compimento: il pane e il vino che sono stati offerti come dono umile e sincero diventano il corpo e il sangue di Gesù Cristo.

- Nella notte in cui fu tradito: il racconto della cena del Signore ha un preciso riferimento storico, ed è per noi un memoriale, un “fare memoria” che va oltre il ricordo: il rito ci rende contemporanei all’avvenimento passato che diviene presente ed efficace oggi e si apre al futuro.

- Questo è il mio corpo… dato per voi; questo è il mio sangue… versato per voi: con queste parole rivolte ai discepoli, Gesù anticipa il dono/sacrificio di se stesso, che si compirà sulla croce poche ore dopo, per la salvezza di ogni uomo.

- Annunciamo la tua morte Signore: l’acclamazione del popolo e la proclamazione del mistero pasquale di Gesù.

- Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito: la preghiera eucaristica è sorgente dell’unità dei fedeli. Il sacrificio di Cristo, riattualizzato sull’altare, e l’azione dello Spirito Santo ci trasformano in Corpo di Cristo (2ª epiclesi).

- Ricordati… ascolta… ricongiungi… accogli…: la preghiera eucaristica continua in forma di preghiera di intercessione. Con essa si chiede sempre al Padre il dono dell’unità, della pace, della concordia nella chiesa universale e locale. Si intercede per i nostri defunti, perché possano essere accolti nel Suo Regno e noi tutti possiamo ritrovarci insieme. Si sottolinea così l’unità tra chiesa pellegrinante e chiesa celeste.

- Per Cristo, con Cristo, in Cristo con la solenne formula della dossologia (espressione di lode) si conclude la preghiera eucaristica. Il corale Amen finale proclamato dall’Assemblea sottolinea la sua partecipazione a tutta la preghiera svolta.

I Riti di Comunione

Padre nostro: è la preghiera cristiana per eccellenza, la preghiera che Gesù stesso ha insegnato e affidato ai suoi discepoli. Il Padre nostro recitato durante la Messa non è una preghiera personale, ma la preghiera di una assemblea immagine della Chiesa e segno della fraternità fra gli uomini.

- Il rito della pace: il sacerdote recita la preghiera per l’unità della Chiesa e per la pace allargando le braccia, come segno di un abbraccio collettivo. Lo scambio del segno della pace è un gesto antico: Cristo ci dona la sua pace perché possiamo condividerla con coloro che ci sono dati come fratelli.

- Ecco l’agnello di Dio: Gesù, l’agnello che si offre per amore, con il suo sacrificio cambia la storia del mondo. Anche noi siamo chiamati ad offrire a Cristo il nostro “corpo”, vale a dire la nostra vita.

- Il corpo di Cristo: l’eucarestia è un dono che si riceve da Cristo: siamo degli invitati alla cena del Signore. Dio “ci mette il suo corpo fra le mani”.

Amen: è la risposta al momento di ricevere fra le mani l’eucarestia, risposta solenne e impegnativa: significa “è così!” “è vero!”.

- Tempo di comunione: è accompagnato da un canto, ma al termine, esige qualche minuto di preghiera silenziosa e di raccoglimento. Il mistero entra nella nostra vita, momento unico in cui la santità di Cristo ci penetra in un silenzioso cuore a cuore.

- Vi benedica Dio…: il sacerdote invoca la Trinità per la benedizione. L’Eucarestia si chiude come era iniziata: con il segno della croce, il segno di salvezza.

- Il congedo: il sacerdote congeda l’assemblea con una formula che non indica la fine della Messa ma il suo scopo: quello di “andare e portare a tutti ciò che si è vissuto e ricevuto”. A questo invito del celebrante, l’assemblea risponde esprimendo ancora una volta il suo rendimento di grazie a Dio.

Ho riportato con ordine la sequenza dei riti che compongono la Messa. Penso che la loro conoscenza sia utile a meglio celebrarla e viverla.

Mi piace chiudere il “servizio” trascrivendo un inciso del Cardinale Carlo Maria Martini che suona come un ammonimento austero e stimolante: “Spesso, troppo spesso, ci avviciniamo all’Eucarestia senza la seria volontà di interrogarci lealmente sul senso della nostra vita; intendiamo fare un gesto religioso, ma siamo ben lontani da lasciare mettere in questione la nostra esistenza dal dono totale di Gesù.

C’è da augurarsi che non sia sempre così!…

 

Per approfondire i contenuti della Messa – noi ci siamo limitati a richiamare i gesti di cui è articolata e a corredarli di brevi didascalie – si suggerisce di procurarsi e di leggere la bellissima lettera apostolica di Giovanni Paolo II dell’ottobre dell’anno scorso: “Mane nobiscum Domine “Rimani con noi Signore perché si fa sera” (cfr. Luca 24,29). I capitoli da cui è composta: “L’Eucarestia mistero di luce”, “L’Eucarestia sorgente ed epifania di comunione”, “L’Eucarestia, principio e progetto di Missione” costituiscono un prezioso aiuto per entrare, gustare e vivere il grande mistero che costituisce il cuore della nostra fede. Se ne raccomanda caldamente la lettura. Il documento si può trovare in parrocchia dove si sono fatte pervenire diverse copie.

 

Agenda della vita parrocchiale

Diamo qui un prontuario di facile consultazione e un aiuto per risvegliare la memoria dei servizi e degli impegni che la parrocchia offre e… chiede.

 

Sante Messe

nei giorni festivi: Ore 8; 10; 11:30 e 18.

nei giorni feriali Ore 8:30 e 17:30

al sabato festiva ore 18:00

Al cimitero il Mercoledì alle 9:30.

 

Battesimo

Ha luogo, in forma comunitaria, normalmente al pomeriggio, alle ore 16:00, della prima domenica del mese dopo la relativa preparazione dei genitori e dei padrini.

 

Confessioni

- ogni giorno: prima o dopo la celebrazione eucaristica;

- ogni sabato: dalle ore 09:00 alle ore 12:00.

In occasione delle solennità liturgiche si promuovono celebrazioni penitenziali comunitarie nelle quali vi è la possibilità della confessione personale.

 

Matrimonio

Agli interessati viene fatto l’invito a manifestare per tempo il loro progetto per poter garantire una preparazione adeguata alla grave decisione. Si sta studiando la possibilità di itinerari diversi per perseguire meglio detto traguardo. E anche dopo la celebrazione si prosegue con le coppie disponibili in un cammino di fede e di amicizia secondo un calendario da definirsi.

Cresima dei giovani adulti

Agli interessati viene fatto l’invito a segnalare il loro intendimento con sollecitudine per poter seguire con tempestività il corso di preparazione necessario.

 

Calendario degli incontri

Consiglio Pastorale:

si riunisce normalmente il 3° giovedì del mese alle ore 21:00.

 

Gruppo liturgico:

si riunisce il 1° giovedì del mese alle ore 18:00.

 

Gruppo caritas:

si riunisce il 1° mercoledì del mese alle ore 18:00.

                               

Catechesi:

Le attività di catechesi iniziano con la Festa della Dedicazione della nostra chiesa, ultima domenica di settembre:

- 2ª elementare lunedì ore 17:00

- 3ª elementare martedì ore 17:00

- 4ª elementare mercoledì ore 17:30

- 5ª elementare mercoledì ore 17:30

- 1ª, 2ª e 3ª media martedì ore 18:00

- Adolescenti lunedì ore 19:00

- Giovani 4° mercoledì del mese ore 21:00

- Adulti nelle famiglie, è definita dai responsabili o moderatori dei vari condomini. Per loro stessi è prevista una preparazione particolare in date da definirsi.

 

Gruppo dell’Apostolato  della preghiera:

si riunisce il 1° venerdì del mese alle ore 16:00.

 

Adorazione eucaristica:

si svolge ogni 1° venerdì del mese un momento dopo la Messa del mattino e un momento prima di quella della sera.

 

Gruppo missionario:  

si riunisce il 2° martedì del mese alle ore 21:00.

 

Gruppo dei catechisti:

i riunisce il 2° giovedì del mese alle ore 21:00.

 

Canto corale adulti e Canto corale giovani:

si tengono secondo un calendario che viene precisato di volta in volta.

 

Corso di chitarra:        

per ragazzi e adolescenti, dalla metà di ottobre a fine maggio, il giovedì ore 18:30.