Buona Pasqua

In occasione dell'ultima Pasqua che ci separa dal Grande Giubileo del duemila, al posto del tradizionale "Messaggio" preferisco rivolgermi ai miei parrocchiani di santa Croce a Quinto, porgendo loro innanzitutto i miei più vivi auguri pasquali unitamente a quelli dei sacerdoti che collaborano con me in parrocchia, maanche offrendo l'autorevole e significativa lettera pasquale del nostro Arcivescovo che vorrei da tutti e da ciascuno letta, meditata e fatta oggetto di discussione nelle sedi opportune - dalla famiglia al condominio - e insieme una mia personale missiva che vorrebbe trovare attenzione presso tutte le persone della comunità e, nello stesso tempo, anche ad alcune fasce in particolare.

Vorrei dapprima indirizzarmi a tutti per far capire, a chi ancora ne avesse bisogno, la ragione d'essere di questo imminente anno giubilare. L'usanza dei giubilei ha inizio nell'Antico Testamento e ritrova la sua continuazione nella storia della Chiesa. Il Giubileo era un tempo dedicato in modo particolare a Dio. Esso cadeva ogni settimo anno, secondo la legge di Mosè: era l'anno sabbatico durante il quale si lasciava riposare la terra, venivano liberati gli schiavi, e, secondo precise prescrizioni, si procedeva al condono di tutti i debiti. Quanto riguardava l'anno sabbatico valeva, in modo ampliato e ancora più solenne, anche per quello "giubilare" che cadeva ogni cinquant'anni.

Gesù nella sinagoga di Nazaret dichiara attuato nella sua presenza nel mondo questo "anno di grazia del Signore".

Da allora il Giubileo per la Chiesa è proprio questo anno di grazia che si ripete ad ogni scadenza di 25, 50, 100 e mille anni dalla venuta di Cristo sulla terra. Quindi è prettamente un avvenimento religioso che vuole celebrare e attualizzare quello che per il credente è il nucleo centrale e il fatto più importante che sta all'origine della storia di fede: il Figlio di Dio che si fa uomo per essere dell'uomo il Salvatore.

Per l'occasione sono tante le iniziative che si promuovono, prima fra tutte una riscoperta dell'identità di Gesù e del suo essere protagonista della nostra salvezza. E' quello che abbiamo cercato di fare in questa Missione Cittadina che si concluderà domenica 11 aprile.

Ed ora vorrei rivolgermi:

  1. a tutti i battezzati, per dire loro che il dono ricevuto nel Battesimo, quello cioè di essere diventati Figli di Dio, fratelli di Gesù Cristo e, tramite lui, di tutti gli uomini, assegna loro un alto grado di dignità, ma insieme anche di responsabilità verso Dio e verso i fratelli, perché il Battesimo non può rimanere un fatto indifferente che ci vede solo passivi recettori di un dono, ricevuto in età di incoscienza, ma una vera elevazione della nostra dignità umana alla sfera grandiosa e misteriosa dell'intimità con Dio che ci consente di ritenerlo e di chiamarlo a pieno titolo: Padre Nostro.
  2. Poi mi vorrei rivolgere ai "praticanti" delle grandi e rare occasioni - Natale, Pasqua, Battesimi, prime Comunioni, Matrimoni, Funerali - per dire che il limitarsi a questi momenti, difficilmente comporta l'inserimento in un cammino di fede. È piuttosto forse una religiosità di circostanza che dice poco agli occhi di Dio e alla propria vita. È come se in una famiglia ci si ritrovasse a mangiare insieme qualche rara volta all'anno; non c'è più famiglia, c'è il clima del ristorante o della tavola calda.
  3. Qualcosa mi pare giusto dire in maniera articolata a coloro che in altrettante articolate maniere hanno aderito alla "Missione Cittadina".

  1. C'è poi chi ha ignorato la Missione (e sono tanti). A tutti questi dico con una grossa punta di amarezza: mi dispiace. È stata un'occasione d'oro. Finché si è vivi, Dio non lesinerà occasioni. Ce ne offre una anche nella Pasqua imminente, ce ne offrirà un'altra nel prossimo Grande Giubileo. Ma non diventi abitudine sprecarle in questo modo. Mi auguro che ci si stanchi di... lasciar correre tanta grazia di Dio senza raccoglierla.

A tutti cordialmente Buona Pasqua

Don Mario

La lettera del nostro Vescovo ai fedeli:

Carissimi,

Di giorno in giorno, andiamo avvicinandoci al Natale 1999, allorché, con l'Apertura della Porta Santa, inizierà il Grande Giubileo del 2000.

Intendiamoci: non si tratta di una data magica, né di un tempo nel quale accadranno segni e prodigi straordinari sulla terra.

Il tempo, in realtà, si è compiuto quando Dio si è fatto uomo ed è entrato nella nostra storia. Da allora, Dio si fa trovare da quelli che lo cercano e la Chiesa e l'umanità vivono il tempo della loro conversione a Dio, il tempo della loro risposta all'Amore di Dio.

Gesù è la vera novità, che supera ogni attesa degli uomini e delle donne di tutti i tempi.

Questa realtà davvero straordinaria il Giubileo non la crea, ma la richiama, la sottolinea, la illumina in modo particolare.

Il Giubileo dice, con voce più alta e commossa a causa della scadenza e dei segni che l'accompagnano: "È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini" (lettera di san Paolo a Tito, 2,11): "ascoltate oggi la sua voce e non indurite il cuore" (Salmo 94).

Il Papa stesso afferma di aver prospettato questa scadenza con il solo intento di preparare gli animi di tutti a rendersi docili all'azione dello Spirito.

Quali segni, nel Giubileo, attestano la fede ed aiutano la devozione del popolo cristiano?

Il Papa, nella Bolla d'indizione, ne presenta sei: il pellegrinaggio, la porta santa, l'indulgenza, la purificazione della memoria, la carità, la memoria dei martiri.

Sono segni, dice il Papa. Ogni segno vale per quello che significa. Guai, se uno si fermasse alla materialità dei segni, ne compisse anche i gesti, ma non ne cogliesse e non ne valorizzasse il senso!

Il pellegrinaggio ricorda ad ognuno che la vita intera è un pellegrinaggio; che a guidarci in questo cammino è lo Spirito Santo; che Gesù è la strada sulla quale dobbiamo muovere i nostri passi.

Il documento del Papa Giovanni Paolo II dichiara che il pellegrinaggio può avere come mèta, oltre Roma, la Palestina, la Cattedrale del posto, ogni situazione di emergenza (infermi, carcerati, anziani soli, handicappati, ecc). Emergenza che è riconosciuta come santuario della presenza del Signore.

La porta evoca l'affermazione di Gesù: "Io sono la porta" (Gv. 10,7) e richiama la necessità di varcare la soglia di una vita nuova con la confessione dei peccati e l'impegno di uscire per annunciare l'Amore di Dio ai fratelli.

L'indulgenza, che è il condono al peccatore pentito della pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa illumina la realtà della comunione dei santi e il mistero della "realtà vicaria", per cui ognuno può partecipare al bene che è e che si fa nella Chiesa alla condizione che sia membro vivo di questo corpo.

La purificazione della memoria richiama quella corresponsabilità per cui non solo chiediamo perdono per le nostre mancanze, ma portiamo anche il peso degli errori e delle colpe di chi ci ha preceduto: deprechiamo tutto quello che ha offuscato la bellezza del volto della Chiesa.

Il segno della carità apre i nostri occhi e le nostre mani ai bisogni di quanti vivono nella povertà e nell'emarginazione.

La memoria dei martiri chiede a tutti il coraggio della testimonianza e ci dice che è un privilegio

ed una grazia soffrire qualcosa per il Vangelo.

La testimonianza di fede autentica e di carità sincera, non senza qualche abuso e incomprensione, hanno caratterizzato la storia degli Anni Santi. Il popolo cristiano ha sempre visto nel Giubileo un'occasione nella quale l'invito di Gesù alla conversione si fa sentire in modo più intenso. Affinché il passo dei credenti verso il terzo millennio non risenta della stanchezza del dubbio della improvvisazione, della superficialità, ti suggerisco tre cose:

  1. l'impegno per un cammino interiore che ti porta a riscoprire Dio, Colui che è più interiore a te di te stesso. San Gregorio di Nissa, pur avendo con devozione visitato la Terra Santa, afferma che il vero pellegrinaggio da intraprendere non è il passaggio dalla Cappadocia alla Palestina, ma il passaggio da una vita di peccato ad una vita secondo lo Spirito.
  2. la scelta di partecipare alle celebrazioni del Giubileo scegliendole dal calendario che è pronto per la Diocesi dal 25 marzo o da altri mezzi d'informazione, secondo la sensibilità, i gusti, la possibilità della famiglia.
  3. compiere un gesto serio di condivisione economica, dal momento che il Giubileo, nell'ideale biblico, doveva servire anche al ripristino della giustizia sociale, all'aiuto dei poveri, alla protezione dei deboli. Ricordi Zaccheo il pubblicano? Quando Gesù entrò in casa sua, egli disse: "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto" (Lc. 19, 1-10)

Zaccheo dette una misura di condivisione. Anche tu, almeno questa volta, non fare semplicemente un gesto di elemosina. Datti una misura. Liberamente, ma una misura. Da stabilire col coniuge. Da discutere con i figli. Da destinare ai poveri. Scegli liberamente, secondo le tue conoscenze e i tuoi rapporti. Magari rivolgendoti alla parrocchia o a realtà sicure che tu conosci. Se vuoi, puoi usare il numero di conto corrente postale 16321507 (Curia Arcivescovile di Firenze), aperto dalla Diocesi, specificando la causale (per il Giubileo). Il conto è gestito da un gruppo di persone scelte dal Consiglio Pastorale Diocesano. Puoi anche segnalare scelte concrete a cui intendi destinare il tuo contributo.

Il termine "Giubileo" parla di gioia.

Gioia interiore, personale e comunitaria. Gioia per il dono di Gesù Salvatore all'umanità e gioia per i duemila anni trascorsi dalla sua nascita.

Questa gioia auguro a te, alla tua famiglia, alla tua comunità, ricordandovi tutti nella preghiera.

Calendario delle prossime iniziative

28 marzo.

Domenica delle Palme e della Passione del Signore
I ragazzi delle medie portano in alcune vie del Quartiere l'ulivo benedetto
come augurio pasquale di Pace e Riconciliazione

  • ore 8:00 Santa Messa.
  • ore 10:00 Santa Messa. Commemorazione dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme con i riti della Benedizione degli ulivi e la processione in onore di Cristo Re partendo dal piazzale del centro Civico.
  • ore 11:30 Santa Messa.
  • ore 17:00 Recita dei Vespri.
  • ore 18:00 Santa Messa.

29 marzo
lunedì Santo

30 marzo
martedì Santo

31 marzo
mercoledì Santo

Ha luogo per tutti un momento di riflessione sul tema cristologico del Vangelo di Giovanni (XIV, 6) in quattro orari distinti 10:00, 15:00, 18:00, 21:00 sul tema:

"Io sono la via" lunedì santo; "la verità" martedì santo; "la vita" mercoledì santo.

A seguire confessione personale

1° aprile

giovedì Santo

In Cœna Domini

Al mattino i sacerdoti sono disponibili per le confessioni

  • ore 18:00 Concelebrazione eucaristica con il rito della lavanda dei piedi, seguita dall'adorazione eucaristica che prevede dei momenti comunitari:
  • ore 21:00 con i ragazzi e i giovani;
  • ore 22:00 con gli "inviati" della Missione cittadina.

2 aprile

venerdì Santo

Giornata mondiale

per la Terra Santa

Al mattino i sacerdoti sono disponibili per le confessioni

  • ore 16:00 Per i ragazzi, momento di riflessione e di preghiera.
  • ore 18:00 Commemorazione della morte di Gesù con solenne liturgia della adorazione della Croce e Comunione.

3 aprile

sabato Santo

Al mattino e pomeriggio i sacerdoti sono disponibili per le confessioni.

  • ore 22:30 Celebrazione della veglia pasquale:

Liturgia della Luce, della Parola, del Battesimo, dell'Eucarestia.

4 aprile

domenica di Pasqua

5 aprile

lunedì di Pasqua

  • ore 8:00 Santa Messa.
  • ore 10:00 Santa Messa.
  • ore 11:30 Santa Messa.
  • ore 18:00 Santa Messa.

11 aprile

domenica

Chiusura della Missione Cittadina

 

È sospesa la messa vespertina

  • ore 8:00 Santa Messa. La Messa delle 10 è sostituita con quella delle:
  • ore 10:15 Santa Messa celebrata nella cappella del cimitero in occasione della chiusura della Missione Cittadina.
  • ore 11:30 Santa Messa. La Messa delle 18 è sostituita con quella delle:
  • ore 18:00 Solenne concelebrazione nella Pieve di san Martino presieduta dal Vescovo di Prato, Simoni mons.Gastone.