Lettera

(sul web è presente anche la lettera del Cardinale Carlo Maria Martini)

Questa lettera, che si ispira quasi completamente a quella inviata dalla Pieve di san Martino, vuol presentare ai parrocchiani il significato dell'anno giubilare e il programma che la parrocchia propone. Viene inviata a tutte le famiglie della parrocchia anche come frutto di riflessione dei sacerdoti, del consiglio pastorale e dei fedeli sensibili e aperti a questa tematica.

Si chiude il secondo millennio dell'era cristiana.

Il programma pastorale di quest'anno è segnato da un avvenimento che il Papa stesso ha definito "straordinariamente grande": è il giubileo del Duemila. Di per sé un anno vale l'altro: anche nel Duemila si nascerà, si morirà, si riderà e si piangerà come sempre. Però la scadenza assume valore di simbolo: ci obbliga a confrontarci col mistero del tempo; a riflettere sul significato di un avvenimento che, per i credenti, è l'incarnazione del Verbo di Dio, la sua irruzione nel tempo, il suo farsi carne e sangue nostro; perciò ci obbliga a chiederci quale è stata la sua incidenza nella storia, cosa del Cristianesimo, volenti o nolenti, è finito con l'entrare nel nostro codice genetico, a riflettere insieme sugli orizzonti che si aprono: dove la scadenza millenaria ci conduce. Soprattutto lo sguardo al futuro deve richiamare la nostra attenzione.

Giubileo perché?

Cosa vuol dire la parola giubileo, che in questo tempo viene ripetuta tanto spesso? Intanto la sua etimologia. Giubileo è una parola biblica. Viene dall'ebraico yobel, il corno del montone, che gli ebrei usano come strumento sacro per annunziare le feste. In italiano giubileo potrebbe anche tradursi semplicemente come l'anno in cui suona la tromba sacra. II tempo nella Bibbia, è scandito dal sette: sette giorni, sette settimane, sette anni, sette settimane di anni... Ogni sette è sabato, shabbat, cioè riposo, cessazione, sosta. Dice il libro dell'Esodo: "In tutto dovrete osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno tra me e voi...Durante sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto sacro al Signore..." (Es.31,15). Il giubileo, annunziato dal suono dello yobel, della tromba sacra, è il cinquantesimo anno, quello che chiude il ciclo delle sette settimane di anni. Ed è come un sabato di cessazione, di pausa assoluta.

Ascoltiamo la Bibbia: "Conterai sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese (cioè all'autunno, perché l'anno per Israele ha inizio dall'autunno) farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel giorno dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e alla sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Perché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno del giubileo ciascuno tornerà in possesso del suo..." (Levitico 25,8-15). Quindi il giubileo nella Bibbia è presentato come:

 

 

 

 

Questi dunque i temi fondamentali, tutti da vivere non in maniera individuale ma comunitaria: come popolo. Tutta la vita del popolo è chiamata in causa.

Ci si domanda quanto di questa norma così rivoluzionaria sia stato effettivamente realizzato. Certo i profeti sono tornati insistentemente a parlarne in molte occasioni e l'evangelista Luca arriva a leggere tutto il ministero di Gesù, tutta la sua azione profetica come la realizzazione del giubileo (L.4,16-30) "Oggi questa Scrittura si è realizzata.. ", dice Gesù nella sinagoga di Nazaret quando inaugura il suo ministero pubblico.

 

Il giubileo cristiano è qualcosa di diverso o deve per forza richiamarsi al giubileo biblico? Non ci possono essere dubbi: i temi sono quelli e devono essere riportati al centro della nostra riflessione. Forse nel passato la Chiesa ha insistito di più sui peccati individuali, su una riconciliazione dell'uomo con Dio, che sull'impegno comunitario. II giubileo del Duemila vuol chiamare in causa non solo i peccati individuali, ma anche quelli sociali, quelli di tutta la cristianità: riprendere ad uno ad uno i temi forti del giubileo e confrontarsi con loro e dal punto di vista individuale e come cristianità. Vediamoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questi sono i punti fondamentali su cui siamo chiamati a riflettere insieme in quest'anno.

Una bozza di programma
con un calendario di iniziative vicariati e parrocchiali.
Comunicheremo a parte quelle diocesane.

Iniziative vicariali.

Intanto le iniziative giubilari già concordate a livello vicariale. Prima di tutto le celebrazioni penitenziali. Ne sono previste quattro:

Le celebrazioni avranno un tema unico e saranno guidate sempre da don Carlo Matulli. Saranno presenti i sacerdoti del Vicariato.

Pellegrinaggi Vicariali.

Ne sono previsti tre, anche se ancora da definire nei particolari.

Iniziative parrocchiali

  1. "Gesù Cristo: la grande Indulgenza";
  2. "L'indulgenza: suo valore e significato";
  3. "Storia dell'indulgenza nella Chiesa";
  4. "Condizioni per ottenere l'indulgenza".

 

 

Iniziative di carità

Tra le iniziative a cui dare la precedenza:

Sono tante le richieste che bussano alla nostra porta: vorremmo comunque non dimenticare i poveri. Lo ricorderemo, come del resto già da tempo facciamo, soprattutto nelle circostanze particolari della vita parrocchiale che ci interpellano maggiormente: per esempio in occasione dei matrimoni, dei funerali...

Queste naturalmente sono opere di carità; opere visibili. Ma siamo convinti che non sono tutte quelle possibili e non sono neanche le più significative: le opere di misericordia, la visita ai malati, aiutarli, dedicare loro il nostro tempo, il nostro affetto, è ben più importante. Una persona che prega in silenzio offrendo al Signore la sua sofferenza compie un cammino spirituale, fa un pellegrinaggio giubilare molto più alto e molto più nobile del pellegrinaggio a Roma o in Terrasanta.

Non ci resta che auspicare che ogni fedele e ogni famiglia della comunità sappia aderire e valorizzare queste proposte e tutte quelle che man mano verranno promosse, comprese quelle dei giovani e dei ragazzi che verranno dettagliatamente spiegate e comunicate attraverso il notiziario settimanale.