2° EDIZIONE

DELLA RASSEGNA

(Clicca sull’insegna per le foto…)

13 gennaio 2001

Dalla prima edizione di "NON Saranno Famosi"
Alcuni poemi:

Visita la pagina delle poesie di don Arturo

LA NOTTE
La notte scende lenta
per far brillare la luna dorata:
scivola pian piano sulla terra.
Con il suo mantello nero
scaccia la stella tonda
che brilla lassù nel cielo
azzurro e immenso.
L'ombra oscura del feroce fantasma
che fa paura alle persone
soprattutto ai bambini.
La notte ospita il vento
arrabbiato perché non soffia
da tanto tempo.
Forse la notte non è nulla:
né un fantasma, né un aereo
e né un'ombra;
è solo l'insieme
delle nostre cattive anime.

Luca Secchi - 9 anni

 

QUINTO
Cos'è un quinto?
è la quinta parte di un intero.
Cos'è l'intero?
L'intero è:
amare l'uomo nella sua globalità
ed essere attenti ai suoi bisogni
con umiltà.
L'intero è:
rispettare l'ambiente ognuno
nella propria parte
e farne uso con arte.
L'intero è:
svegliarsi ogni mattina
e domandarsi: cerco io davvero
di essere almeno la quinta
parte dell'intero?

Maria Pia


IN LUI HO VISTO TE
Mi sono scoperto a guardare
il volto e le movenze
di un bimbo di pochi anni,
a indovinare le varie
e non facili mosse
ad ogni situazione;
a riconoscer il profumo del suo corpo,
a seguire il suo incedere
con gioia e paura,
a vedere te, figlio mio e babbo suo
che ci guardavi entrambi
ed ho rivisto me giovane,
e tu figlio mio, bambino;
ed ho capito
che quello che avevo perso
quando tu eri piccolo,
l'ho ritrovato ora
in questo bimbo
figlio due volte.

Carlo Manetti

DAVANTI A SAN SIRO
Signore,
la candela che ti ho acceso
sia luce ai miei passi,
sia aiuto alle mie difficoltà,
sia consiglio alle mie indecisioni.
Sia fuoco per bruciare
le mie impurità e il mio egoismo,
sia fiamma
affinché il mio cuore si scaldi
e impari ad amare.
Voglio darti un po' di me stesso
con questa candela che si consuma,
e sia per Te il prolungamento
della mia compagnia
e della mia preghiera
nelle azioni della giornata.

Renzo Ragionieri Nervi, 20 luglio 1977

 

VERITÀ CRISTIANA
Qual'è la cosa che al mondo ci consola
Sopra a tutte le altre e calma l'ire
Forse nessuno non me lo sa dire
Perché di tante ve ne è una sola.

È la grazia di Dio. È quel gran bene
Che l'uomo già conosce e che lo spera
E che lo cerca da mattino a sera
Per placare nel cuore le sue pene.

Ma non lo trova e sapete voi perché?...
Perché negli atti della sua giornata
Da contrari venti ogn'or turbata
Non si rassegna e perde la sua fé...

Calmatevi perciò gente di questa
Vita che vi combatte la sventura
E sopportatela anche se v'è dura
Che torna poi ad amar chi vi molesta

Una sola cosa al mondo un cambia più
E non la turberà contrario vento
Ma lì ognun sarà gaio e contento
Volete voi trovarla?... Essa è lassù

Giuseppe Giocondi Firenze, 16 aprile 1946

 

TI ASCOLTERÒ
Ti ascolterò
quando mi parlerai in silenzio,
nella luce di una stella che si accende
al tramonto.
Ti ascolterò
quando ti guarderò negli occhi
e ritroverò l'infinito di un momento.
Ti ascolterò
quando mi parlerai con un sorriso,
quando mi terrai per mano,
e le parole non serviranno.
Ti ascolterò
nel candore della neve, quando il sole la riscalda,
nella pioggia d'estate e nel vento d'inverno.
Ti ascolterò così,
quando sarai il mio respiro
e tutto il mio universo.

Stefania Puccetti

 

QUANDO TORNERÀ IL GIORNO
Quando tornerà il giorno,
quando tornerà la luce,
non troverai più una lacrima sul mio viso,
sarà più brillante della rugiada
il illuminerà il mio volto
di una spelndida aurora:
sarà l'alba della mia gioia,
avrò i colori dell'arcobaleno,
il mio animo sarà limpido e sereno
come il cielo d'estate e l'azzurro del mare,
non basterà a contenere la mia felicità.
Avrò mani aperte a tutti
e un cuore leggero come ali di farfalla.
Non esiserà più la notte buia,
l'oscuro dei miei pensieri,
ma solo la purezza dell'aria
e il mio profondo respiro.
e la mia vita sarà una stanza colorata
scaldata dal sole.

Stefania Puccetti

MAMMA
Ti ho vista in una foto
in un giorno di pioggia
con il sole sul viso;
portavi un vestito di luce,
la felicità negli occhi,
la gioia nel cuore.
Camminavi lenta
lenta verso il tuo angolo di Paradiso.
Gli stavi accanto
pronunciando parole eterne,
gli occhi bassi
ed il battito veloce e leggero del cuore.
Gli stavi accanto
mentre lavoravi,
quando ti ammalavi,
quando piangevi.
Gli stavi accanto
mentre finiva tutto,
quando lui se ne andava
e il tuo pensiero lo seguiva.
Gli sei stata accanto
quando la tua vita era un flebile filo di luce
che passava su uno schermo,
quando ormai eri lontana, lontana da questo tempo,
quando ormai non appartenevi più a questo mondo.
Ti ho sentita andartene quella mattina,
il rumore di una anta che si chiudeva,
la tua voce confusa nel mio sonno,
ed eri partita.
All'improvviso mi trovai al buio;
perché i tuoi occhi non eran più davanti ai miei,
la tua voce dissolta nel silenzio.
E mai come allora
compresi cos'eri,
Mamma.
E se adesso anch'io
porto nel cuore un sogno,
è perché anch'io voglio stargli accanto,
come te nella foto del giorno di pioggia,
con il sole sul viso e la gioia nel cuore.

Stefania Puccetti

 

VENTI
Vento del tempo che spazza via i ricordi,
vento di rabbia che spezza la mente
e il cuore,
vento d'amore che travolge e scompiglia,
vento di tempesta, che lacera i sogni,
vento di pioggia, di mare e di sale,
vento improvviso di uno sguardo,
di un sorriso.
Vento leggero che accarezza la pelle,
vento caldo di estati che bruciano,
vento dei tuoi occhi,
delle tue parole che disperdono i pensieri
come piume,
come foglie.
Vento di dolore che penetra nel corpo e nelle ossa,
nel cuore ferito, lacerato, sfinito.

Stefania Puccetti