Letture e commento del giorno

Letture e commento del giorno
  1. Ora vennero nella città di Modin i messaggeri del re, incaricati di costringere all'apostasia e a far sacrificare. Molti Israeliti andarono da loro; invece Mattatia e i suoi figli si raccolsero in disparte. I messaggeri del re si rivolsero a Mattatia e gli dissero: "Tu sei uomo autorevole e stimato e grande in questa città e sei sostenuto da figli e fratelli; su, fatti avanti per primo e adempi il comando del re, come hanno fatto tutti i popoli e gli uomini di Giuda e quelli rimasti in Gerusalemme; così passerai tu e i tuoi figli nel numero degli amici del re e tu e i tuoi figli avrete in premio oro e argento e doni in quantità". Ma Mattatia rispose a gran voce: "Anche se tutti i popoli nei domini del re lo ascolteranno e ognuno si staccherà dal culto dei suoi padri e vorranno tutti aderire alle sue richieste, io, i miei figli e i miei fratelli cammineremo nell'alleanza dei nostri padri; ci guardi il Signore dall'abbandonare la legge e le tradizioni; non ascolteremo gli ordini del re per deviare dalla nostra religione a destra o a sinistra". Terminate queste parole, si avvicinò un Giudeo alla vista di tutti per sacrificare sull'altare in Modin secondo il decreto del re. Ciò vedendo Mattatia arse di zelo; fremettero le sue viscere ed egli ribollì di giusto sdegno. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare; uccise nel medesimo tempo il messaggero del re, che costringeva a sacrificare, e distrusse l'altare. Egli agiva per zelo verso la legge come aveva fatto Pincas con Zambri figlio di Salom. La voce di Mattatia tuonò nella città: "Chiunque ha zelo per la legge e vuol difendere l'alleanza mi segua!". Fuggì con i suoi figli tra i monti, abbandonando in città quanto avevano. Allora molti che ricercavano la giustizia e il diritto scesero per dimorare nel deserto
  2. Parla il Signore, Dio degli dei, convoca la terra da oriente a occidente. Da Sion, splendore di bellezza, Dio rifulge. "Davanti a me riunite i miei fedeli, che hanno sancito con me l'alleanza offrendo un sacrificio". Il cielo annunzi la sua giustizia, Dio è il giudice. Offri a Dio un sacrificio di lode e sciogli all'Altissimo i tuoi voti; invocami nel giorno della sventura: ti salverò e tu mi darai gloria".
  3. In quel tempo Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».
  4. Quando il nostro Signore e Salvatore fu vicino a Gerusalemme, alla sua vista, pianse su di essa: "Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. Giorni verrano per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee"... Forse qualcuno dirà: "Il senso di queste parole è chiaro; difatti, si sono realizzate riguardo a Gerusalemme; l'esercito romano l'ha assediata e devastata fino allo sterminio, e verrà il tempo in cui non resterà pietra su pietra che non venga distrutta". Non nego che Gerusalemme sia stata distrutta a causa del suo accecamento, eppure faccio la domanda: questi pianti non riguardavano forse la nostra Gerusalemme? Infatti la Gerusalemme sulla quale Gesù pianse, siamo noi, che immaginiamo di avere uno sguardo così penetrante. Se, una volta istruito dai misteri della verità, dopo aver ricevuto la parola del vangelo e l'insegnamento della Chiesa e quando gli è stata data la visione dei misteri di Dio, uno fra di noi pecca, provocherà lamenti e pianti; infatti non si piange sui pagani, bensì su colui che, dopo aver fatto parte di Gerusalemme, se ne è separato. Lacrime sono versate sulla nostra Gerusalemme perché a causa dei suoi peccati, "i nemici la cingeranno", cioè le forze avverse, gli spiriti cattivi. Alzeranno contro di essa trincee; la assedieranno e non lasceranno "pietra su pietra". Questo succede quando, dopo una lunga continenza e più anni di castità, un uomo soccombe, vinto dalle seduzioni della carne... Ecco dunque la Gerusalemme sulla quale sono sparse le lacrime.

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